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Perché la Vallonia vende armi all’Arabia Saudita?

Un decreto della regione vallona stabilisce che è vietato vendere armi a paesi che potrebbero usarle per violare i diritti umani, tuttavia, tra i clienti FN, azienda di armi posseduta al 100% dalla Regione vallona, ​​troviamo l’Arabia Saudita, un paese che non è proprio un modello in termini di rispetto dei diritti umani, scrive il portale francofono RTBF.

La questione dei rapporti tra l’azienda FN e il regime saudita riguarda soprattutto il suo frequente ricorso alla pena di morte, ma la guerra che sta conducendo in Yemen dal 2015, dove abbiamo assistito a numerose violazioni dei diritti umani: FN non risponde alle domande del media francofono ma le questioni rimangono.

La licenza vallona consente di esportare le armi in Arabia Saudita e per quanto [tiepidamente] critici, i politici non sembrano particolarmente turbati: persino Ecolo, ritiene gli accordi conformi al diritto vallone: sono utilizzate dalla Guardia Reale e non per conflitti esterni, quindi tutto ok. Ma RTBF rilancia: quelle armi, alcune di quelle armi, sono state rinvenute anche nello Yemen.

Il premier vallone, l’italo-belga Di Rupo non parla ma il quotidiano d’inchiesta Médor ha recentemente scoperto una nota riservata in cui il ministro-presidente spiega più chiaramente le sue motivazioni per esportare armi vallone in Arabia Saudita. In particolare: “Il fatturato di FN Herstal per il mercato saudita è dal 20% al 50% del fatturato totale dell’azienda.”

Il rifiuto di una licenza rischierebbe quindi di compromettere l’equilibrio economico raggiunto e rappresenterebbe un rischio per l’occupazione in Vallonia, sarebbe la reale motivazione del premier regionale.

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