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La clamorosa sentenza emessa questa mattina, martedì 16 febbraio, che abolisce il coprifuoco in Olanda è un vero e proprio terremoto, pratico e politico. Sul piano pratico, come spiega NOS, se oggi pomeriggio il tribunale, in un secondo pronunciamento d’urgenza chiesto dal governo, non dovesse accordare una sospensione temporanea agli effetti della sentenza di questa mattina, il coprifuoco avrebbe cessato i suoi effetti alle 4.30 di questa mattina. Alle 21, in breve, si potrebbe tornare ad uscire come prima dell’introduzione della misura.

Come è stato possibile?

La sentenza alla fine di un procedimento richiesto dall’associazione Virus Waarheid, che da tempo lotta contro le misure Covid, è stata pronunciata sulla base di una carenza di giurisdizione del governo: in breve, il fondmento giuridico del coprifuoco, pur in presenza di uno Stato d’emergenza approvato dal parlamento, è in vigore grazie ad una legge per le calamità naturali approvata negli anni ’90.

Tale legge, dà facoltà al governo di imporre il coprifuoco e comprimere le libertà costituzionalmente garantite ma solo in funzione di una specifica circostanza d’emergenza: secondo il tribunale di Den Haag che si è espresso stamattina, tale urgenza, nel caso del Covid, non sarebbe ravvisabile.

“Una misura di vasta portata sulla base di una legge di emergenza può essere adottata solo se si verifica effettivamente una situazione di emergenza acuta, che, inoltre, non può essere risolta con altri mezzi di minore portata”, ha spiegato l’esperto di NOS Wierenga.

Il fatto che il parlamento sia stato coinvolto nel processo decisionale, ha scritto il giudice, dimostrerebbe che non c’era “particolare urgenza” per introdurre la legge. In breve: quella del coprifuoco è una misura troppo invasiva a fronte delle motivazioni che lo giustificano.

Un giudice può adottare provvedimenti così drastici?

Secondo gli esperti sentiti da NOS, sì: in punta di diritto è tutto in regola. Tuttavia, vista la grandezza del provvedimento e l’impatto che avrà, non è da escludere che in appello la decisione non sia diversa. Il giudice di primo grado, infatti, ha respinto in toto la misura, aggiungendo nel disposto che a mancare sarebbero proprio le motivazioni alla base. Non sono dimostrati gli effetti del coprifuoco secondo il giudice, quindi la violazione della libertà sarebbe troppo ampia.

Il governo, quindi, non può imporre il coprifuoco?

Il governo e il parlamento hanno facoltà di imporre questa misura ma oggetto della discussione non è il se ma il come. Il Consiglio di Stato, Raad van State, ha recentemente espresso i suoi dubbi in un rapporto consultivo sul corretto uso del coprifuoco.

Il più alto tribunale amministrativo ha stabilito che l’attuazione deviava dall’imposizione di altre misure corona, stabilite nella legislazione temporanea. “Un emendamento a questa legge può essere fatto in breve tempo”, ha scritto il Consiglio di Stato nel consiglio. In breve: il coprifuoco, vista l’invasività della misura, non doveva essere incluso tra le misure d’emergenza ma avrebbe dovuto figurare in un emendamento a parte, che sul piano giuridico lo avrebbe protetto da ricorsi.

E se il governo dovesse perdere l’appello?

Secondo NOS, il governo ha buone chance di vincere ma qualora dovesse perdere, dovrebbe approvare un disegno di legge ad hoc. Per le sanzioni emesse: per ora, e fino all’appello, potranno essere contestate.