kees torn, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Sembrerebbe che l’Olanda, un paese è lungo noto per il rispetto delle regole e la solidità dello stato di diritto, sia scivolato in una sorta di caos generalizzato a causa della rivolta di un gruppo radicalizzato di agricoltori, dice NU.

La protesta dei boren, che ha fatto parlare la stampa di mezzo mondo, non è una novità: gli agricoltori protestano da anni per ragioni diverse, relative soprattutto ai rapporti con la normativa comunitaria che spesso impone regole molto rigide a questa fetta di mercato.

Ma quest’ultima protesta, legata ai piani del governo per la riduzione delle emissioni nocive di azoto, è qualcosa non ancora visto in Olanda dai tempi delle proteste dei kraakers negli anni ’80.

Cosa sta succedendo? Come dice NU: gli agricoltori bloccano il traffico, rovesciano spazzatura e materiali nocivo sulle autostrade e minacciano di morte contractos che dovrebbero ripulire il danno causato. Secondo il docente Jan Brouwer, i boeren stanno facendo una vera e propria chiamata la rivolta nella speranza che il paese intero si sollevi e che il governo ceda alle loro pressioni.

La polizia avrebbe utilizzato finora la via soft, perché i contadini sono effettivamente un pericolo serio per l’ordine pubblico: il capo nazionale della polizia, in diverse occasioni ha menzionato i rischi enormi per l’ordine pubblico che possono essere determinati dall’utilizzo selvaggio dei trattori.

Inoltre, le azioni selvagge sono a sorpresa, quindi risulta difficile se non impossibile cercare in qualche maniera di prevederle e prevenirle, ha detto a Op1 il capo della polizia Willem Wielders.

La ministra della giustizia Yesilgöz, aveva detto a giugno e che la polizia sceglie consapevolmente di evitare lo scontro diretto con i boeren per timori per la loro incolumità e per quello degli automobilisti che si trovano a ridosso di blocchi.

Intanto, ricorda il portale di informazione olandese, è iniziata uno scaricabarivi di responsabilità su come gestire l’emergenza: di fatto i boiren stanno protestando contro la politica nazionale anche se gli interventi per fermare le loro azioni dovrebbero provenire dalle autorità locali. Per il momento, il governo è in vacanza e a parte alcuni Tweet di condanna, che non hanno sortito grandi e affetti, non si vedono pubblicamente grandi prese di posizione dall’esecutivo.

I sindaci a dire la verità, hanno tentato di far rimuovere le bandiere olandesi a rovescio, che sono diventati il simbolo della protesta dei contadini ma in molti casi hanno interrotto l’attività perché sono stati minacciati da gruppi di contadini. La minaccia di morte chi si mette sulla strada della protesta radicale di alcuni boeren, ormai, è diventata una prassi comune in questa rivolta.

L’esperto di antiterrorismo Jelle Van Buuren è preoccupato dal fenomeno di radicalizzazione che sta colpendo il movimento degli agricoltori: ad oggi il governo ha adottato una politica molto ambigua ma ormai è giunto il momento di prendere una posizione chiara.

Nonostante la pubblica accusa intenda utilizzare le telecamere di Rijkswaterstaat per tentare di individuare i responsabili, che nel caso di versamento di sostanze nocivi rischiano fino a 12 anni di carcere, la posizione del governo rimane ancora un grande nodo da sciogliere in questa vicenda