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Il numero 2 di BIJ1, il partito multietnico olandese capeggiato dalla leader olandese-surinamese Sylvana Simons, e entrato in parlamento a marzo, rischia di implodere. Questo weekend si consuma una resa dei conti tra il numero 2, Quinsy Gario, e la deputata Simons.

L’assemblea generale dei membri del movimento, in forte crescita, e con sezioni praticamente in tutte le città olandesi,  deve cercare di mettere una toppa. Non è noto cosa stia accadendo perché il movimento ha tenuto un religioso silenzio su tutta la vicenda. Il congresso di oggi, nel quale si decide l’espulsione di Gario, è a porte chiuse. E la stampa non è ammessa.

Lunedì è stato annunciato che la posizione del numero due di Bij1 non è più sostenibile, perché sono arrivati ​​segnali ‘che non tutti si sentivano al sicuro all’interno’ a causa sua. Cosa voglia dire, ad oggi, non è ancora chiaro dice il quotidiano Volkskrant. Ma dietro l’espulsione c’è anche una lotta di potere nel corso del partito: mentre Simons sottolinea “l’uguaglianza radicale” e vuole difendere tutti gli oppressi nella società, un’altra parte spera in un partito con un profilo antirazzista più pesante, con più persone di colore in posizioni importanti nel partito.

 

Dopo che è stato annunciato che Gario sarà espulso, i vertici del partito hanno tenuto la bocca chiusa sul perché. La mancanza di chiarezza ha alimentato le speculazioni nell’ultima settimana.

Il consiglio promette di fornire ai membri maggiore chiarezza oggi, Simons presenterà una dichiarazione. La dirigenza del partito è profondamente delusa dal fatto che la questione sia trapelata. “Non abbiamo alcun interesse a discutere la posizione di Quinsy in vista della riunione dei membri”, ha detto una fonte di alto livello del partito.

Gario, artista e attivista, ha intanto annunciato una lista di emendamenti per riformare il partito. La filiale locale di Bij1 a L’Aia si è schierata con lui nella questione.

Una lettera pubblicata dal sito GeenStijl spiega che il malumore di molti risiede nello studio legale che sta analizzando le denunce contro Gario: si tratterebbe di un gruppo di avvocati “bianchi”. Una responsabile del direttivo si chiede: “Questo ufficio è noto per agire in base a principi decoloniali e intersezionali?”

Dietro le quinte si può sentire che Gario e alcuni dei suoi simpatizzanti rappresentano un movimento nel movimento antirazzista che è bravo a mettere gli abusi all’ordine del giorno, ma ha difficoltà ad agire in seguito, dice Volkskrant. Fonti sottolineano che i membri del consiglio dell’Aia sono membri solo da pochi mesi e non si sono ancora affermati abbastanza in città, e quindi probabilmente non parteciperanno alle elezioni comunali. Si fa anche riferimento alla rottura tra Gario e il frontman dei Kick Out Zwarte Piet Jerry Afriyie, per le difficoltà nel lavorare con il primo.

“Questo consiglio, che in effetti comprende anche bianchi, è stato eletto dai membri. Siamo un partito intersezionale e non solo per i neri. Quello che stiamo vedendo è un tentativo di colpo di stato accuratamente realizzato da Quinsy e dai suoi sostenitori”, dice una fonte a Volkskrant.