The Netherlands, an outsider's view.

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FOCUS

Perchè Amsterdam non diventerà la nuova Londra

di Massimiliano Sfregola

l’articolo originale è stato pubblicato a giugno 2016

Ancora prima della Brexit, vista l’incertezza sul futuro del Regno Unito e quindi di Londra, il mondo della finanza si è messo in moto alla ricerca di una nuova casa. Quale sarà la prossima “City” d’Europa? Il New York Times ha azzardato alcune ipotesi, basate sul Global Financial Centers Index un “punteggio” che misura il grado di attrattività delle più frequentate piazze continentali per corporations ed executives da stipendi milionari. La classifica stilata dal quotidiano a stelle e strisce mette a confronto Barcellona, Milano, Francoforte, il Lussemburgo, Dublino e Varsavia ma sul podio c’è lei, Amsterdam, tanto popolare ai piani alti di banche ed istituti finanziari da aver ottenuto un rating (55 punti) prossimo a quello di Londra (58 punti).

Parametri considerati: livello di conoscenza dell’inglese, le norme sul lavoro favorevoli (leggi: licenziamenti facili), disponibilità di spazi per uffici e abitazioni di lusso, trasporti, scuole di buon livello e una certa apertura, dice ancora il giornale, ad accogliere “figure altamente competitive con salari da capogiro, sullo stile di Wall Street – la City“.

Londra @Pixabay

Secondo il New York Times, Amsterdam avrebbe tutte queste caratteristiche. Unico “neo”, la legislazione olandese per i bonus milionari ai dirigenti, con un tetto imposto al 20% del salario; ovvero un limite più rigido di quello previsto dall’UE. Dice ancora il quotidiano, che diversi banchieri di alto profilo della City, non considererebbero l’ipotesi del trasferimento ad Amsterdam a meno che, ovviamente, il governo non cambiasse policy.

L’analisi del  NYT è certamente suggestiva ma dimentica alcune caratteristiche della capitale olandese non immediatamente percepibili da chi non conoscesse a fondo i Paesi Bassi. Dimensioni a parte, Londra e Amsterdam possono presentare alcune somiglianze ma la base su cui poggiano le città e i due paesi, sono obiettivamente molto diverseEsistono solide ragioni che rendono (fortunatamente, scriviamo noi) Amsterdam poco adatta a diventare un parco giochi per l’alta finanza. Vediamole.

Cultura del consenso

Chi conosce il significato del termine “pillarizzazione” sa che la cultura olandese, sul piano delle decisioni politiche, è rigidamente proporzionale e consensuale. A differenza del Regno Unito, le voci che chiedono forti regolamentazioni per mercato e finanza sono molte e molto influenti; in UK, inoltre, la cultura maggioritaria limita molto il peso delle posizioni identitarie. I governi e le amministrazioni olandesi, poi, sono tradizionalmente guidati da coalizioni dove partiti di diverso colore coabitano. Quindi decisioni a senso unico, in un verso o nell’altro, trovano terreno poco fertile.

Chi ha più soldi vince?

Case popolari

Il ministro per l’housing del governo Cameron Grant Shapps, non ha mai fatto mistero della sua posizione favorevole a
“rimuovere” i bassi redditi da aree della capitale con alta concentrazione di ricconi. A Londra, le abitazioni sociali ammontano al 30% dello stock cittadino e per quanto Amsterdam,  nonostante il 51% di case popolari sparse in maniera abbastanza omogenea su tutto il territorio -una delle percentuali più alte d’Europa- stia mettendo in vendita una fetta consistente del suo patrimonio, la situazione tra le due città è ancora molto lontana. La differenza sostanziale rispetto a Londra è che la guida liberale della coalizione di centro-destra-sinistra che ha amministrato la città per 4 anni non ha ridotto di molto lo stock di alloggi popolari e la nuova amministrazione, guidata dalla “sinistra radicale” del Groenlinks e da una probabile coalizione di partiti di sinistra, ha un programma a forte trazione sociale.

Meno disuguaglianze

Un ambiente “Bankers friendly” è per sua natura molto sensibile al lusso, un pò meno nei confronti della povertà. Per quanto ad Amsterdam il numero di abitazioni per super-ricchi sia incrementato negli ultimi anni e con esso ristoranti e locali upper-class,  la forbice tra ricchi e poveri è tra le più strette al mondo mentre il welfare tra i più solidi. Al contrario, il governo di Londra è stato criticato addirittura  dall’ONU per il drastico smantellamento dello stato sociale. Quindi, se da un lato la capitale è lontana dalla città “sociale e alternativa ” di un tempo rimane comunque tra le più eque d’Europa.

 

Spazio limitato

Amsterdam è piccola, anzi piccolissima; la sua superficie, rispetto ai centri britannici, è paragonabile alle dimensioni di città medie come Bristol o Sheffield ma con una densità di popolazione quasi doppia. Per accogliere migliaia di banchieri e le loro famiglie, quindi, sarebbe necessario un governo cittadino monocolore che spingesse in massa i residenti a basso reddito fuori da Amsterdam. Se è vero che in parte, tale processo, come si diceva, è ora in corso è altrettanto vero che le unioni inquilini olandesi sono molto forti e la loro voce è influente nelle decisioni politiche delle amministrazioni.

 

*aggiornamento 08/04/2018