Che si viva nei Paesi Bassi da tempo o che vi si trascorra qualche giorno in vacanza, è impossibile non notarlo: la vita privata nelle case ad Amsterdam o in qualsiasi altra città olandese non è affatto al riparo da sguardi indiscreti.

Gli olandesi, infatti, tendono a lasciare le tende aperte permettendo a chiunque di scrutare nelle proprie vite. Non è raro imbattersi in ciò che Dirk sta guardando in televisione, quello che la famiglia Jansen sta mangiando, con quali giochi Jasper e Anouk si divertono o che giornale il nonno sta leggendo. Poter sbirciare non significa però invitare a farlo. Per quanto contraddittorio possa sembrare, gli olandesi sono molto gelosi della propria privacy. Dare una sbirciatina è considerato un gesto molto scortese.

Ma perché gli olandesi non amano usare le tende?

La religione e la società

La spiegazione religiosa è quella che viene immediatamente in mente. I pilastri del calvinismo – duro lavoro, disciplina e moderazione – hanno influenzato la vita sociale e privata della popolazione. Mostrare la frugalità dei propri comportamenti era una questione fondamentale. A differenza della curia cattolica che nel XVI secolo godeva di benefici da custodire a porte e tende chiuse, la mentalità calvinista si è invece affidata a una politica trasparente delle tende aperte, ossia del niente-da-nascondere.

Anche la questione dell’eguaglianza sociale potrebbe essere usata come fonte per spiegare il fenomeno: che tutti siano uguali è estremamente importante nei Paesi Bassi. Qualsiasi comportamento che suggerisca che si è migliori di chiunque altro è fortemente disapprovato. Questo vale anche nel mostrare oggetti personali come vestiti, gioielli o mobili sfarzosi.

Un problema filosofico?

La questione delle tende non è affatto una semplice curiosità per turisti: studi accademici e convegni sono stati dedicati al tema. In un articolo del 1991 su NRC, il filosofo Anton van Hooff e altri colleghi collegavano questi due elementi – il “niente da nascondere” e “invidia cosa possiedo” – e li consideravano tratti distintivi della cultura olandese.

Il problema di questa spiegazione, ancor’oggi largamente predominante, è che i più anziani non ricordano l’usanza delle tende aperte nella loro gioventù: può anche darsi che il fatto di non chiudere le tende si sia inserito ancora nella cultura borghese del Paese, ma bisognerebbe capire perché ciò sia avvenuto solo in tempi relativamente recenti.

La luce, la guerra e l’infedeltà

In realtà, le spiegazioni al fenomeno delle tende sono tante e curiose. La mancanza di tendaggi come risposta al problema della poca luce nei mesi invernali vanta ancora molti estimatori: tende aperte significano più luce che entra. Soprattutto nelle breve giornate invernali.

Un’altra possibile teoria è quella che rievoca la fine dell’occupazione nazista nei Paesi Bassi: una volta finita la guerra, le tende furono di nuovo aperte e non vennero più chiuse. Al contrario, un mito di guerra racconta che le finestre venivano lasciate aperte durante gli anni del conflitto proprio per fornire luce supplementare alla fioca illuminazione pubblica.

Ovviamente, tante sono le leggende nate intorno a questo comportamento: uno dei miti popolari è quello che riguarda la natura e la “paura marinara” delle genti d’Olanda. Poiché un tempo gli uomini passavano spesso molto tempo in mare, lontano dalle rispettive mogli, le finestre aperte servivano per comprovare la fedeltà coniugale e mettere a tacere ogni pettegolezzo.

E la televisione?

Due miti urbani più recenti sono invece quelli relativi alla crescente prosperità negli anni ’50 e la diffusione della televisione negli anni ’70: anche se poco attendibili, gli olandesi avrebbero lasciato le finestre aperte – contravvenendo alla frugalità calvinista – per mostrare la “bellezza” del proprio arredamento in teak oppure come diversivo per ingannare il tempo quando i primi televisori – spesso incastonati in mobili di bakelite tra due finestre – non volevano sapere di sintonizzarsi.

Comunque sia, soprattutto a causa della crescente invasione turistica, c’è un compromesso a cui molti autoctoni si sottomettono: adesivi in vinile incollati sulle finestre costringono gli occhi indiscreti a rinunciare o impegnarsi un po’ di più per continuare a sbirciare nella vita privata nelle case.