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TECH

Ocean Cleanup, per pulire gli oceani si parte dai canali di Rotterdam



L’eco-imprenditore olandese Boyan Slat ha presentato un nuovo dispositivo progettato per ripulire i canali di Rotterdam da plastica e rifiuti durante il fine settimana. Slat è il responsabile del progetto The Ocean Cleanup e, insieme al suo team, ha trascorso gli ultimi quattro anni a sviluppare un dispositivo noto come Interceptor. Secondo le sue previsioni, il dispositivo sarà in grado di rimuovere da fiumi e canali 50.000 chili di plastica al giorno, ed eviterà che i rifiuti raggiungano l’oceano.

Due di queste macchine sono già operative: una a Giacarta, Indonesia e una a Kuala Lumpur, Malesia. La plastica catturata viene guidata verso cassonetti posizionati all’interno del dispositivo per mezzo di un nastro trasportatore. Quando è piena la macchina -che attualmente costa 700.000 euro- invia un segnale all’operatore per venire a svuotarla.

In un’intervista al Volkskrant  Slat ha annunciato che sta lavorando su altri dispositivi che possano operare in mare aperto. Infatti sta testando l’ultima versione di un dispositivo per ripulire il tratto dell’Oceano Pacifico tra le Hawaii e la California.

“Entrambi i progetti saranno importanti”, ha annunciato Slat. “La plastica che galleggia negli oceani diventa sempre più dannosa perché si scioglie gradualmente in frammenti e micro plastiche. Per evitare che ciò accada, dobbiamo continuare il processo di bonifica”.

Slat ha anche risposto ad alcune critiche come quelle della biologa americana Rebecca Helm. Secondo la studiosa, il ‘catcher’ di Helm sarebbe dannoso per la fauna marina perché insieme alla plastica catturerebbe molti animali.

Le critiche

“La critica viene sempre dallo stesso gruppo di persone”, ha risposto Slat. “Sono le persone secondo le quali il sistema non sarebbe efficiente. Abbiamo contattato Helm per scoprire se c’erano degli effetti negativi sui neuston (organismi, come le meduse o i ragni acquatici, che vivono sopra o sotto la superficie) di cui non siamo ancora a conoscenza. Ma non c’era. L’impatto del nostro sistema non è nullo, ma è comunque ridotto rispetto a quello delle migliaia di navi che attraversano gli oceani ogni giorno”. Sistema impeccabile? Per Slat non lo è ma risultati verranno comunque raggiunti.

“Se ora pensiamo di poter ripulire mille fiumi in cinque anni, perché dovrei dirlo? C’è la possibilità che non accada, ma visto che il problema è urgente è importante almeno provarci”.






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