The Netherlands, an outsider's view.

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MUSIC

Per il gruppo olandese “Within Temptation” la solidarietà vale più di un concerto

Minacce di autorità ecclesiastiche e cristiani hanno fatto sì che i Mashrou' Leila, un gruppo di artisti locali, non si esibiscano. E allora, non lo faranno nemmeno gli olandesi



La band olandese Within Temptation ha annullato il concerto al Byblos festival in Libano. Ma per quale ragione? Così facendo, gli artisti vogliono esprimere la loro solidarietà nei confronti del gruppo indie più famoso del paese, i Mashrou’ Leila; la loro esibizione infatti è stata cancellata in seguito a insistenze da parte della Chiesa e minacce di morte.

La band libanese è composta da un cantante che si è apertamente dichiarato gay; si sono esibiti in tutte le città più grandi del mondo, e i loro testi parlano di uguaglianza di genere e omofobia.

Per l’occasione, il timore è proprio quello di uno “spargimento di sangue”: dopo le accuse di blasfemia, alcuni cristiani hanno fatto voto di fermare il concerto, anche con la forza. 

Secondo le dichiarazioni del gruppo olandese, le autorità libanesi al momento non sono in grado di garantire sicurezza agli artisti, almeno non abbastanza da potersi esibire senza rischi. Il loro gesto vuole anche essere di supporto alla tolleranza e alla libertà d’espressione. In ogni caso, prendere una decisione di questo tipo è comunque dura per i Within Temptation: “Per noi è stata una scelta difficile. Abbiamo un bellissimo ricordo del nostro ultimo spettacolo in Libano.”

Il comitato organizzativo del festival ha lanciato un appello alla popolazione libanese: lo stato deve garantire agli artisti la libertà d’espressione. Le autorità ecclesiastiche hanno risposto invece condannando la produzione dei Mashrou’ Leila; le loro canzoni sembrano violare i più profondi valori religiosi.

La band libanese si sente al centro di una campagna di diffamazione: hanno già tenuto diversi spettacoli al Byblos negli anni precedenti; e soprattutto, le accuse derivano da una canzone di quattro anni fa, presa dal loro album Ibn EL Leil.

E aggiungono: “Speriamo di tornare, in un clima più tollerante, e in un paese che sia davvero ciò che si vanta di essere”. Anche Amnesty International ha preso le parti della band, criticando le autorità libanesi per non essere stati in grado di proteggerli e specialmente di garantire loro i diritti fondamentali che stanno alla base del vivere civile.



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