Secondo un sondaggio condotto da I&O Research per il quotidiano Trouw, la maggioranza dei residenti nei Paesi Bassi non ritiene necessario che il paese si scusi per il periodo della schiavitù, dice il quotidiano Trouw. Il 56% degli intervistati ha ammesso che i Paesi Bassi hanno svolto un ruolo importante nella storia della schiavitù ma il 55% non pensa che questa circostanza richieda delle scuse. Solo il 31%, al contrario, ritiene sia necessario che lo stato olandese faccia il mea culpa.

I residenti autoctoni nei Paesi Bassi sono quelli meno interessati alle scuse: il 62% ritiene non sia necessario porgere alcuna scusa mentre tra gli olandesi di origine surinamese o antillana, la cifra è ribaltata: il 70% è convinto che le scuse siano necessarie, così come 2/3 di olandesi di origine turca e marocchina.

Lo scorso anno, durante le  manifestazioni di Black Lives Matter, il premier Mark Rutte sostenne che il paese non si sarebbe scusato perché affermazioni pubbliche di questo tenore sarebbero state divisive. Le città, tuttavia, sono più avanti: A’dam potrebbe fare il passo molto presto e lo stesso R’dam.