I Paesi Bassi si sono uniti all’Austria nel tentativo di fare causa alla Germania presso la Corte di giustizia europea, per impedire l’introduzione di un nuovo pedaggio per le auto. Secondo le amministrazioni dei due paesi, il pedaggio discriminerebbe gli automobilisti stranieri e sarebbe quindi in evidente conflitto con le normative europee, riferisce NU.nl.

La Germania ha previsto di compensare l’introduzione del pedaggio con una riduzione delle tasse di circolazione, ma tale sconto si applicherebbe soltanto a chi guida un’auto registrata in Germania. Nei fatti quindi sarebbero solo le auto registrate all’estero a pagare il pedaggio. Un altro timore dei Paesi Bassi è che il bollino obbligatorio costituisca un ulteriore ostacolo al traffico nelle regioni di confine.

Il governo olandese aveva già annunciato pubblicamente ad ottobre la sua intenzione di unirsi agli austriaci nella causa, specificando però di voler prima prendere in esame la fondatezza giuridica del caso. Il Ministero delle Infrastrutture e delle Risorse Idriche ha dunque condotto un’indagine sui piani tariffari tedeschi, concludendo che questa misura potrebbe arrivare a costare ai Paesi Bassi tra 60 e 100 milioni di euro in totale – il 40% del quale sarà pagato da automobilisti e aziende private.

La causa non sarà presa in considerazione dalla Corte europea prima dell’inizio del 2019. Fino ad allora la Germania potrà continuare con i suoi piani per introdurre il pedaggio a partire dal 1 gennaio 2019.

Anche la Commissione Europea aveva avviato procedimenti giudiziari contro la prima versione del pedaggio ideata dal governo tedesco, dichiarando anche che con l’introduzione della misura l’utenza stradale non tedesca sarebbe stata discriminata. Tutte le accuse sono state però ritirate all’inizio di quest’anno, dopo che la Germania ha rivisitato il piano.