24 membri della Mobility Alliance hanno fatto una nuova proposta nel loro piano di mobilità: una tassa di circolazione da addebitare agli automobilisti per ogni km percorso. L’intento principale è quello di snellire il traffico, in modo tale che la circolazione nei Paesi Bassi possa procedere senza complicazioni.

Ma questa non è l’unica proposta, all’interno di un documento lungo 70 pagine. Stando a quanto riferito da NOS, tra gli altri suggerimenti, ci sarebbe quello di incrementare le piste ciclabili e i cosiddetti hub di trasporto.

L’alleanza vede numerosi protagonisti coinvolti: NS, ANWB, RAI Association, Transport and Logistics Netherlands e Bouwend Nederland, tutti concordi sull’idea di investire almeno 3 miliardi di euro annui per la mobilità fino al 2040. I benefici sociali, pari a 18 miliardi annui, saranno fondamentali per compensare queste spese.

L’elemento più controverso del programma resta la tassa per km percorso. Nel piano Delta, questa non dovrebbe solo diminuire il traffico, ma contribuirebbe anche alla riduzione delle emissioni di CO2. Sostanzialmente, “in base all’uso e all’inquinamento”, ogni utente dovrà pagare la sua parte. Se il presidente della RAI Association Steven van Eijck farà la sua parte, la tassa sul chilometro sarà implementata dal 2024.

D’altronde anche i cittadini hanno accolto di buon grado la proposta. Secondo quanto dichiarato a NOS, il CEO dell’ANWB Frits van Bruggen ha sottolineato che l’80% dei cittadini nei Paesi Bassi sostiene il piano “paga in base all’utilizzo”. Tuttavia, si tratta di un argomento molto delicato nei Paesi Bassi. Iniziative simili, votate a implementare i costi per gli automobilisti, sono più volte fallite in passato.

Non va dimenticato che, in base all’accordo di coalizione di Rutte III, la tassa a chilometro sarà applicata solo per il traffico merci, e non per le autovetture.

Contraria a tale provvedimento è Cora van Nieuwenhuizen, ministro delle infrastrutture e delle risorse idriche. “Nell’accordo di coalizione appare chiaro che bisogna fare dei test prima di procedere. È importante verificare se ci siano altre strade da percorrere per pagare le infrastrutture, in modo da salvaguardare gli automobilisti. Le strade a pagamento o i premi per le persone che evitano l’ora di punta ne sono un esempio”, ha detto.

La proposta sembra includere alcune eccezioni. Secondo Van Nieuwenhuizen, infatti, le auto elettriche rimarranno esenti dalla tassa . “Se tutti guidano vetture come queste, il ministro delle finanze si ritroverà con un grosso problema”, ha affermato. “Non è giusto che alcuni contribuiscano e altri no. Proprio per questo è necessario fare qualcosa sebbene siamo ancora lontani dal momento in cui ci saranno solo macchine elettriche”.