Theo Francken (N-VA), il sottosegretario di ferro del governo belga di Charles Michel sta diventando un serio problema per l’esecutivo. A sostenerlo è l’agenzia Belga, riprendendo parole di fuoco del premier e leader di MR, partito di maggioranza relativa nel governo federale.

A pochi giorni dal dibattito sul Patto per le migrazioni delle Nazioni Unite, le tensioni interne al governo non si sono placate: il primo ministro ha fatto l’esempio del vicepremier Jan Jambon, con il quale dice di avere un ottimo rapporto. Ma con Francken, noto per le sue posizioni intransigenti sull’immigrazione, la situazione è tesa: un dibattito con Tom Van Grieken, leader del Vlaams Belang, la vicinanza del sottosegretario con il partito dell’ultradestra, non è stato accolto con favore dal resto del governo.

 

Nell’esecutivo federale a guida francofona, in molti credono che il problema sia proprio Francken- dice ancora Het Laatste Nieuws: “L’estrema destra non impone l’agenda al governo Michel. Il governo implementa una politica severa ma umana”, ha detto il leader del partito MR David Clarinval. Ma dietro le quinte il malcontento si sta gradualmente trasformando in rabbia, scrive ancora il giornale fiammingo.

In realtà, la posizione di Francken nell’N-VA -formazione fiamminga nazionalista, e primo partito nelle Fiandre- non è isolata. Il partito sarebbe occupato a promuovere il suo orientamento per il no con altri paesi dell’Europa centro-orientale.