Il primo ministro belga Charles Michel (MR) convocherà presto il governo per trovare una soluzione all’impasse sul Patto per le migrazioni delle Nazioni Unite. I francofoni MR e le formazioni fiamminghi CD & V e Open VLD sostengono il patto, con l’eccezione di N-VA che non vuole proprio saperne.

Lunedì, Michel ha presentato una proposta di compromesso basata sulle note esplicative che i Paesi Bassi e la Danimarca imporranno come condizione per accettare il Patto sulle migrazioni. Una riunione di due ore, con questa proposta, si è conclusa senza risultati.

Martedì pomeriggio, un nuovo tentativo: l’obiettivo e è che il Segretario di Stato per l’asilo e la migrazione Theo Francken (N-VA) si unisca al tavolo ma secondo il quotidiano De Standaard, N-VA solleverà presto 30 obiezioni contro il patto.

Per N-VA, una nota esplicativa- non è una soluzione: “Siamo stati un fedele partner governativo per quattro anni”, ha detto lunedì sera nel programma Van Gils & Gasten. “Ma non passiamo sopra ai nostri principi”.

A Marrakech, secondo N-VA, è una questione di principio: “La sovranità nazionale rimane nel monitoraggio delle frontiere o no? Si cooperare sul piano internazionale, no a cedere sui principi”, ha concluso il partito nazionalista.

Nonostante la formazione, dice Knack, non voglia mandare a casa il governo, non intende negoziare sulla questione: il premier Michel non puo’ andare a Marrakech con un mandato per il si.

Preoccupati gli alleati di governo: Servais Verherstraeten, capogruppo de cristiano-democratici fiamminghi del CD&A è categorico “no a veti”. Secondo lui, N-VA vuole far cadere il governo per raccogliere consensi e dare la colpa della caduta agli alleati.

Sceglie il basso profilo Theo Francken, sottosegretario con delega all’immigrazione, considerato l’artefice del muro contro muro del suo partito, l’NV-A