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“Patrimonio criminale”: crimini e misfatti della Seconda guerra mondiale

Nella provincia olandese del Gelderland sono almeno 200 i siti archeologici che testimoniano i crimini e i criminali del periodo bellico.



La provincia di Gelderland ha almeno 200 luoghi che possono essere considerati “Patrimonio criminale” della Seconda guerra mondiale. Secondo il giornale olandese De Gelderlander, questo è quello che emerge dal primo studio storico mai portato avanti sull’eredità così dette “criminali”. Secondo il giornale, la lista “Laden Heritage” (Patrimonio Criminale) comprende località come il bunker di Seyss-Inquart ad Apeldoorn, il Sicherheitsdienst di Arnhem, la prigione De Kruisberg a Doetinchem, il Muro di Mussert a Lunteren, i campi di lavoro ebrei e le case per l’infanzia del movimento nazional-socialista olandese.

Lo studio è stato condotto da una collaborazione tra la fondazione WO2GLD e la Radboud University di Nimega. Questa è la prima volta che nei Paesi Bassi viene mappata un’ “eredità criminale” in questo modo. L’argomento è infatti sempre stato considerato troppo delicato per proporre progetti di questo genere. “Solo negli ultimi anni c’è stato spazio anche per esaminare l’eredità del perpetratore“, ha affermato al giornale lo storico che ha condotto la ricerca, Machlien Vlasblom. “Progetti di questo tipo si vedono sempre più spesso. Due esempi sono la copertura di vetro della casa del comandante del campo di Westerbork e l’esposizione dei bunker lungo la costa”.

L’obiettivo di questa ricerca è quello di fornire più conoscenze e approfondimenti e di contribuire al dibattito sociale su come affrontare un patrimonio “culturale” di questo genere. Vlasblom ha chiarito: “Vogliamo mettere i vari siti sotto i riflettori non per preservarli, ma per rendere le persone più consapevoli. Vogliamo che la storia possa essere raccontata“. Questo è importante anche per quello che ne sarà della commemorazione in futuro, quando non ci saranno più testimoni oculari. La libertà si può celebrare solo se si sa cosa sia la prigionia“.

L’istituto olandese per la documentazione di guerra NiOD ha seguito con interesse questo studio in Gelderland. “È la prima volta che vengo a sapere di uno studio simile”, ha commentato il direttore Frank van Vree al De Gelderlander. “È interessante che ciò stia accadendo ora e che ci si stia adattando così ai tempi. Con il cambiamento delle generazioni si sta modificando anche la cultura del ricordo. Bisogna ricordare che le generazioni successive non avranno a disposizione memorie personali per ricordare la guerra. Per questo ci sarà il bisogno di elementi fisici come oggetti, edifici, diari e documenti che facciano da monito. Per ricordarci il male è necessaria anche l’eredità negativa, quella del ‘Patrimonio Criminale’ “.



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