Un ufficiale di polizia è stato condannato a 5 anni di prigione per aver fatto trapelare informazioni confidenziali a contatti della criminalità.

Mark M. ha guadagnato 80.000 euro di mazzette pagate da sospetti criminali in cambio dell’accesso a files della polizia. La corte distrettuale di Den Bosch ha detto che l’uomo “ha danneggiato l’immagine delle forze di polizia” e “vanificato le indagini dei colleghi”.

M., assente nel momento del verdetto, ha negato ogni accusa sostenendo di aver reperito le informazioni più come ‘hobby’. La corte lo ha dichiarato colpevole di corruzione.

L’ex capo di polizia Gerard Bouman ha subito descritto M. come “la peggior mela marcia che gli sia capitata in tanti anni”. È emerso tra l’altro che l’uomo faceva parte di quel centinaio di agenti a quali fu concesso l’accesso ai dati confidenziali nonostante avessero fallito i controlli.

M. è entrato a far parte della polizia come tirocinante nel 2009 lavorando inizialmente per l’unità criminale prima di passare alla Stradale. Mantenendo le credenziali di accesso per il sistema d’informazioni BlueView, ha raccolto informazioni da dossier giudiziari per quattro anni fino a quando non è stato arrestato nel settembre del 2015.

L’uomo, 31 anni, vive attualmente in Ucraina, paese originario della fidanzata, dove ha avviato un business di telecomunicazioni e sicurezza. Sta contestando il suo licenziamento dalle forze di polizia.

M. sosterrebbe che il denaro ricevuto era una forma di prestito, mente i 4.000 euro ritrovati nel suo appartamento a Weert proverrebbero dal suo commercio Ucraina, dove le transazioni si svolgono solitamente in cash.