I parti in casa sono sempre più rari in Olanda, scrive il quotidiano AD. Secondo i dati dell’organizzazione Perined, per le cure prenatali, solo il 13% delle madri ha scelto di partorire in casa nel 2015; dieci anni fa erano un parto in casa su quattro. Il giornale parla di dati “impressionanti” perché l’Olanda è sempre stata conosciuta come il paese dove l’opzione del parto in casa è la più popolare. Negli anni ’90 erano circa il 35% mentre nel dopoguerra arrivavano fino all’80%, scrive il giornale.

Secondo l’associazione olandese dei ginecologi NVOG il drastico calo  è connesso con la crescente richiesta di cure anestetiche che non possono essere somministrate a casa. Informazioni più “chiare e oneste” hanno anche contribuito a questo calo di popolarità. “In passato dare alla luce il proprio bambino in casa era la norma. Ma ora alle donne viene detto che non è sempre l’opzione migliore. La metà, infatti, sceglie preferisce la clinica,” ha detto Jan van Lith, della presidenza della NVOG, al giornale.

Al contrario Mieke Beentjes, rappresentante dell’associazione di ostetricia KNOV, pensa che il problema sia che alle donne vengono date informazioni sbagliate. “Nel 2010 la mortalità dei bambini in Olanda era un forte argomento di dibattito e all’epoca è stato connesso, in maniera ingiustificata, al parto in casa. Gli effetti di questo sono ancora evidenti”, ha detto Beentjes al giornale.

Beentjes spera che il numero dei parti in casa si possa stabilizzare nei prossimi anni. “È tempo di riabilitare il sistema. Perché se in totale sicurezza e se le donne in questione lo desiderano, la casa è un posto stupendo dove avere un bambino.” La NVOG che ha criticato la pratica nel passato, è d’accordo comunque sul fatto che il parto in casa debba restare “un’opzione”, ha detto l’AD.