Il leader del partito cristiano ChristenUnie, la più piccola formazione tra le quattro al governo dei Paesi Bassi, ha chiesto all’esecutivo di discutere quote per il numero di immigrati dall’Europa centrale e orientale autorizzati a trasferirsi nei Paesi Bassi, avvertendo che senza intervento si rischia una rivolta delle comunità locali.

Gert-Jan Segers ha dichiarato mercoledì sera al programma EenVandaag che l’arrivo di grandi gruppi di europei dall’Europa dell’est sta avendo “un impatto significativo sui locals”.

Secondo l’ufficio statistico nazionale CBS, circa 250.000 persone provenienti dall’Europa centrale e orientale vivono e lavorano nei Paesi Bassi. Segers dice di essere preoccupato che molti di loro si stabiliranno in Olanda senza riuscire ad integrarsi correttamente nella società.

Inoltre, i lavoratori dell’Europa centrale e orientale starebbero “rubando” posti di lavoro agli olandesi che vivono in aree disagiate, praticando concorrenza sleale ha detto il segretario del partito cristiano.

Proprio il mese scorso, una ricerca condotta dall’istituto di ricerca sociale del governo, SCP, ha mostrato -al contrario- che i lavoratori migranti raramente ‘rubano’ posti di lavoro agli olandesi.

“La maggior parte della letteratura scientifica sulla migrazione non offre alcuna prova di shock all’economia indotto dalla migrazione.” Altre ricerche SCP mostrano che, nonostante abbiano un lavoro e siano occupati per molte ore, i cittadini polacchi guadagnino in media un terzo in meno degli olandesi e il 17% viva in povertà.