DENK, Islam Democraten, NIDA, BIJ1. Cosa hanno in comune le sigle di questi partiti olandesi? Tutte saranno presenti sulle schede elettorali delle amministrative di marzo ma la loro peculiarità sta in altro: rappresentare e dare i bisogni e le istanze dei figli e dei nipoti delle diverse facce dell’immigrazione in Olanda.

Le linee di divisione sono su base etnica e religiosa: la comunità turco-olandese ha il suo referente in DENK, quella di origine caraibica e surinamese guarda a BIJ1 della compatriota Sylvana Simons mentre gli elettori di fede islamica si affidano a liste “confessionali”  già presenti nei consigli comunali cittadini con partiti come NIDA o Islam Democraten.

Pur presenti da anni sulla scena politica, è stato l’ingresso nel parlamento nazionale di DENK, fondato da due parlamentari di origine turca nel 2014, a attirare sempre più l’interesse dei commentatori politici nei confronti di queste formazioni. “Migratiepartijen”, partiti dell’immigrazione, è il neologismo utilizzato dal Volkskrant per definirli.

Due sono i motivi che ne hanno favorito l’affermazione secondo il professor Floris Vermulen: da un lato la disaffezione degli elettori di origine straniera nei confronti dei partiti tradizionali e dall’altro il rafforzamento di forze come il PVV di Wilders che da voce ai sentimenti islamofobi e xenofobi contro cui i “migratiepartijen” si schierano senza esitazioni.

A sostenerli, secondo il politologo Andrès Krouwel, sono soprattutto le seconde e le terze generazioni che, cresciute e educate nei Paesi Bassi, sembrano meno disposte a accettare le discriminazioni, sottili o manifeste che siano, che prendono di mira gli allochtonen. Secondo gli studiosi però, nonostante queste forze spesso insistano sul tema della convivenza e della connessione tra le diverse comunità etniche, i “migratiepartijen” rischiano di rafforzare la polarizzazione e di allargare le linee di divisione all’interno della società olandese.

“Sostengono gli interessi della propria comunità, opponendosi agli altri gruppi” è una delle frasi di Vermeulen riportate nell’articolo. Non a caso il rischio di divisioni è sempre dietro l’angolo e gli stessi DENK o BIJ1, per citare i due casi più grandi, non sono altro che l’esito di scissioni: dal laburista PvdA l’uno, dallo stesso DENK l’altro.

“Portano avanti una politica basata sulle emozioni. Non hanno un progetto politico e spesso danno solo voce a rabbia e disaffezione” ha detto Krouwels, definendo i loro leader “opportunisti che provano a dominare una nicchia”. Parole a cui fanno eco quelle di Vermeulen che è convinto della carenza di un progetto politico sul lungo termine in queste formazioni. Per questo “servono un personale politico preparato e un piano per il futuro. Finora a questi partiti mancano entrambi” ha concluso Krouwels.