Molte delle mascherine mediche che gli operatori delle case di cura usano mentre lavorano con anziani che hanno il coronavirus sono difettose: il quotidiano Parool ha chiesto a Greencycl a Utrecht, la società che collauda maschere mediche per ospedali, di testarne 25 comunemente usate nei reparti di coronavirus delle case di cura. La metà non ha passato il test.

Le mascherine difettose lasciano passare troppe particelle e quindi hanno ottenuto un punteggio scarso. Un certo numero, si è fermato al 30% meno del minimo, secondo Parool. Addirittura, un modello impiegato è scaduto 10 anni fa.

La mascherina che ha segnato il punteggio peggiore è stata usata a Talma Borgh, un centro di  Apeldoorn. Il direttore del centro Pieter van der Hoek è scioccato perchè la partita è stata acquistata da un rivenditore affidabile, dice al Parool.

Secondo l’istituto di sanità RIVM, le mascherine chirurgiche  forniscono una protezione sufficiente contro il coronavirus nelle case di cura. Ma molte case di cura ne dubitano e hanno acquistato maschere FFP per fornire ai dipendenti una protezione aggiuntiva. A quanto sembra, tuttavia, lo standard di queste ultime non è adeguato.

Gran parte delle mascherine non mediche nei Paesi Bassi sono state importate dalla Cina. Data la preoccupazione generale circa la loro qualità e la protezione che possono offrire, sono stati effettuati sempre più controlli. Oggi, un numero significativo di questi prodotti, così come le versioni prodotte localmente, sono venduti da venditori olandesi in settori non medici, diceva AD la settimana scorsa

“C’è stata una proliferazione di aziende che hanno improvvisamente iniziato a produrre mascherine”, ha affermato Peter Ho, professore di Economia e Sviluppo Cinese alla London School of Economics che ha spiegato al giornale AD come, nel giro di poche settimane ” sia iniziata [in Cina] la produzione di mascherine per il mondo intero, ma i controlli sono stati piuttosto scarsi. Di conseguenza, il mercato è  inondato di materiale difettoso”. “Se un’azienda nei Paesi Bassi non esiste più da venti anni, è molto probabile ci sia dietro una truffa”, ha aggiunto Ho.