Il 28 di maggio è caduta l’accusa di lesa maestà nei confronti Abulkasim Al-Jaberi, arrestato ad Amsterdam il 16 Novembre del 2014 nel corso di una manifestazione anti-ZwartePiet “. “Mi arrestarono vicino piazza Dam e dopo qualche mese ho ricevuto una multa di 500 euro che ho rifiutato di pagare ; e così il pubblico ministero ha fissato il processo”, racconta l’attivista a +31mag.ml.

E non si sarebbe trattato di un caso isolato “Il giorno prima, novanta persone che protestavano pacificamente contro Zwarte Piet vennero arrestate a Gouda. Un atto intimidatorio che voleva scoraggiare la protesta fissata per il 16 ad Amsterdam.” Il “fuck de koning” gridato quel giorno dal palco è diventato un caso nazionale:  “I Reali sfilano in una carrozza dorata sulla quale sono dipinti schiavi neri; così facendo rifiutano di riconoscere come la monarchia si sia arricchita schiavizzando popoli interi. Questo era il filo del discorso, che è terminato con le offese.”

Abulkasim ritiene il suo casio un vero e proprio atto di repressione. “Si, perchè in questo Paese ci sono politici, comici, giornalisti che ogni giorno offendono migliaia di persone dicendo cose razziste, per poi invocare la libertà d’espressione. Così facendo si continua a disumanizzare le minoranze, soprattutto la comunità nera e i musulmani, senza che queste possano replicare. E anche se lo fanno, come nel mio caso, la libertà d’opinione diventa relativa.”

Proprio sulla libertà d’espressione Willem Jebbink, avvocato penalista specializzato in diritti umani e legale di Al-Jaberi: “Il mio cliente è stato di fatto arrestato per aver protestato. E in Olanda c’è una legge molto liberale, il Public Demonstration Act, che consente a chiunque di manifestare purchè pacificamente.” L’avvocato ha poi aggiunto, commentando l’azione della magistratura: “Le accuse sono cadute, ma la cosa veramente inaccettabile, che abbiamo appena saputo, è che il pubblico ministero ha impiegato tre settimane per decidere se le parole del mio cliente rientrassero nell’ambito della protesta o meno.” Ma perchè il parlamento non prende posizione? “Difendere la libertà di dissenso è impopolare per la politica. Mentre l’attitudine dello stato sembra essere quella di spazzare via la protesta senza buoni motivi, rimuovendo sul posto chi dissente. Questa la chiamerei repressione”.

Certo è che Abulkasim Al-Jaberi è stato arrestato per quello che ha detto. Poi rilasciato, multato e infine non processato perché le parole da lui pronunciate sono state giudicate “attinenti” dai magistrati che si sono occupati del caso. Una vicenda a dir poco imbarazzante per un paese la cui tradizione liberale è spesso riportata nei manuali di storia.

 

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