The Netherlands, an outsider's view.

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HISTORY

Parla d’amore la prima forma scritta di olandese

CoverPic: pixabay

I primi documenti scritti di volgare italiano, cioè la più antica forma della lingua che si parla nel Bel Paese, appartengono a testi tecnici come rogiti e atti notarili: il famoso placito campano “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti” è datato 960.

Ma chi avrebbe sospettato che l’equivalente olandese del volgare italiano fosse una frase d’amore?

Hebban olla vogala nestas hagunnan hinase hic anda thu, wat unbidan we nu? che si può tradurre come: Tutti gli uccelli hanno iniziato a costruire il proprio nido tranne me e te, cosa aspettiamo noi?

Questi versi, appartenenti alla più antica canzone d’amore in olandese, sono stati scovati nel 1932 in Inghilterra ma sono stati scritti intorno al 1100 da un monaco fiammingo che alloggiava in un monastero inglese.

La leggenda vuole che il monaco amanuense, stanco di trascrivere tesi in latino e in inglese antico, abbia sentito la necessità di affilare la propria penna d’oca, annotando sull’ultima pagina che stava ricopiando la poesia d’amore che ricordava fin dalla sua giovinezza trascorsa nelle Fiandre.

Author: Biccie | Source: Wikipedia | License:CC BY-SA 3.0

Si tratta solo di un episodio ma che può essere considerato l’inizio di un nuovo fenomeno: l’uso del neerlandese come mezzo per la letteratura scritta. Che i primi frutti della penna in olandese siano stati scritti in un monastero e siano stati conservati in un libro sacro monastico non è, naturalmente, una coincidenza. La scrittura è stata a lungo dominio dei monaci e la parola scritta è stata usata principalmente per i testi sacri latini di chiesa.

Certo è che nel corso dei decenni molte sono state le ipotesi a sostegno delle diverse teorie: secondo il professor Luc de Grauwe dell’Università di Gand, il testo potrebbe anche non essere benissimo fiammingo occidentale ma inglese antico, più precisamente Old Kentish.

Nel 2006 il professor Frits van Oostrom dell’Università di Utrecht ha collegato il verso al genere moresco Kharjas, che comprende le strofe cantate dalle donne ai loro amanti assenti. Lo studioso ne ha concluso che il frammento è stato probabilmente scritto da una donna o da una prospettiva femminile.