Parigi, alla Tweede Kamer dibattito sulla sicurezza

Alla Tweede Kamer era in corso questa mattina, giovedi 20 novembre, un dibattito sulla sicurezza e sulle politiche di ordine pubblico da adottare per scongiurare l’eventualità di attentati terroristici. A sei giorni dalla strage di Parigi, La discussione si è concentrata sulla richiesta delle opposizioni di rivedere il budget per il 2016, destinando più fondi a polizia ed intelligence.

Riprende fiato, poi, il tema dei richiedenti asilo e del controllo delle frontiere. Geert Wilders, che ha parlato alle 10, riparte alla carica con il suo cavallo di battaglia: frontiere chiuse e lotta senza quartiere all’Islam, causa, a detta sua, dell’ondata di terrore in Europa. Il leader del PVV non perde occasione per attaccare l’esecutivo e annuncia una mozione di sfiducia al premier, qualora non prenda misure per impedire ai “foreign fighters” olandesi di tornare dalla Siria.

Gert-Jan Segers del Christen Unie ha attaccato Wilders, chiedendo se i tanti musulmani che combattono in prima linea contro il terrorismo, non abbiano già abbastanza nemici. Il leader islamofobo, ha risposto di non avere nulla contro i singoli musulmani ma contro l’Islam in genere.

Per Sybrand Buma, leader del CDA, solo chi accetta le radici cristiano-giudaiche del Continente è benvenuto in Olanda e chiede 200 milioni di euro extra per il comparto sicurezza. Il CDA, vorrebbe inoltre, che ai musulmani con background salafita, venisse impedito di arruolarsi nell’esercito.

Halbe Zijlstra, capogruppo del VVD alla Tweede Kamer, chiede un controllo più rigido delle frontiere e uno screening sulle richieste d’asilo.

Sono intervenuti nel dibattito anche i leader del partito laburista, Pvda, partner di minoranza del governo; Diederik Samsom, invoca nuove regole anti-terrorismo e allerta sui quartieri olandesi a rischio radicalizzazione. Secondo Samsom, tuttavia, la situazione nei Paesi Bassi è ben diversa da quella francese: le periferie olandesi, dice il leader del Pvda, sono monitorate e le tensioni vengono affrontate in collaborazione con i residenti. “La retorica di guerra è una via di fuga semplicistica”, ha detto Jesse Klaver , leader del Groenlinks. Secondo i rosso-verdi, frontiere chiuse e la costruzione di muri non sarebbero risposte realistiche; secondo Klaver è necessario intervenire sulle cause che portano alla radicalizzazione, cercando inoltre una via politica alla crisi siriana.

 

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