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Özcan Akyol: a NOS c’è razzismo d’élite. A scegliere i giornalisti di minoranze sono sempre “i bianchi”



Il giornalista  Özcan Akyol scrive, su AD, di Eliteracisme, ovvero di razzismo d’élite. Che la profilazione etnica sia un problema nell’ambito della polizia o dei funzionari fiscali non è una novità, ma Akyol ha recentemente scoperto che anche l’emittente NOS, la più grande industria dell’informazione nei Paesi Bassi, scheda i propri giornalisti in base al all’origine etnica. NOS incoraggia attivamente i giornalisti a mostrare nelle produzioni il maggior numero possibile di minoranze. A svelarlo è stato il weblog GeenStijl, che ha reso pubbliche e-mail dei dipendenti NOS che condividevano esperienze tra loro riguardo la ricerca di nuovi elementi della produzione.

Viene riportato, per esempio: “É un bel colpo trovare una donna con un background nelle minoranze che parli anche in modo gentile e fluente”.

Se superficialmente questa cosa potrebbe sembrare quasi una politica di inclusione, Akyol sottolinea come invece ci troviamo davanti a un caso di razzismo d’élite. Per quale motivo? Secondo il giornalista, è evidente come ci sia questo moto di sorpresa da parte dei bianchi nello scovare “l’immigrato colto” e come questo vada esposto come una sorta di eccezione, così da avere la coscienza pulita.

Il fatto che NOS tenga un database in cui i propri giornalisti e collaboratori sono schedati non per le loro competenze, ma per il loro backgroud etnico è gravissimo. Akyol continua scrivendo che per NOS non sono importanti le tue effettive qualità, quanto è importante che loro, bianchi magnanimi, ti abbiano offerto un palcoscenico.

Nessuno dell’organizzazione ha pensato di doversi giustificare, nessuno appartenente a NOS ha ritenuto che questa politica abbia qualcosa di sbagliato e qui Akyol sottolinea come sia evidente che queste persone vivano in maniera così distaccata dalla realtà. Il giornalista vede un parallelo con i razzisti schietti, per i quali il ragionamento è simile: non importa chi sei o quello che vali, importa il tuo profilo razziale.

Akyol conclude affermando che se mai fosse chiamato a lavorare per NOS si chiederà sempre se dietro la scelta sia avvenuta questa conversazione: “Ho un turco di Deventer.” “Buon per te Charlotte!”

La discriminazione assume molte forme, scrive Akyol, e NOS le sta fornendo una nuova dimensione.

 

 

 






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