Da quando martedì è stato annunciato che l’amministrazione che si occupa dell’accoglienza dei richiedenti asilo, ha acquistato un hotel per ospitare fino a 300 profughi, la situazione nel villaggio di Albergen, rischia di sfuggire di mano.

Secondo NOS, centinaia di residenti manifestano da giorni contro l’arrivo del “hotel manicomio ” come lo hanno definito in maniera sprezzante alcuni residenti e a loro si aggiungono anche politici locali furiosi perché il comune non sarebbe stato coinvolto dal governo nella decisione.

Alberghen non è il primo focolaio di rivolte collegate con l’arrivo di richiedenti asilo, nonostante una situazione di tensione come questa non si vedeva ormai dal 2015. Tuttavia, altre proteste locali, sono proseguite nel corso degli anni: nel 2021, i residenti di Ede hanno protestato contro l’arrivo di rifugiati dall’Afghanistan, dice NOS.

Nelle zone in cui si svolgono le proteste, i residenti sono furiosi perché lo Stato si dimentica di loro ma allo stesso tempo, aumenta il rischio di tensione portando localmente situazioni di marginalità.

Marlou Schrover, docente di storia economica e sociale all’Università di Leiden, sostiene al portale della TV pubblica che molti residenti guardano con preoccupazione all’arrivo di alcuni gruppi di richiedenti asilo, a causa di storie che ascoltano dai media. Il razzismo, in queste zone di provincia, gioca inoltre un ruolo molto importante.

Ma sulla base delle esperienze passate, la storica ritiene che un dialogo aperto tra le amministrazioni, la popolazione e gli stessi richiedenti asilo possa portare comunque beneficio. In diverse circostanze, Infatti, dopo le proteste iniziali la presenza di un gruppo di intermediazione ha fatto in modo che i residenti si abituassero alla presenza dei rifugiati e sul lungo termine fossero addirittura felici dell’apertura del centro.