“Il reparto della terapia intensiva a Bruxelles è al massimo della sua capacità” ha detto a VRT Inge Neven, ispettorato sanitario della regione di Bruxelles. “Ciò significa che nuovi pazienti dovranno essere automaticamente trasferiti ad altri ospedali, in Belgio o all’estero”.

In totale, 186 pazienti Covid sono stati ammessi in terapia intensiva. Mediamente, 10 pazienti al giorno vengono trasferiti in ospedali, fuori dalla regione-capitale. Anche la Vallonia ha iniziato a trasferire i suoi pazienti mentre la terapia intensiva nelle Fiandre è gradualmente sempre più satura.

Motivo per il quale, letti supplementari vengono creati ovunque, afferma Neven. Giovedì 29 ottobre l’ente belga dell’ospedale e dei trasporti ha ordinato agli ospedali di saltare la fase 2A del piano nazionale, e passare direttamente alla fase 2B entro lunedì 2 novembre.

La fase 2B richiede agli ospedali 500 nuovi letti in terapia intesiva, e 300 per l’ossigenoterapia intensiva. Oltre ad annullare tutte le procedure e consultazioni ritenute non urgenti.

Karolien de Prez , la portavoce dell’ospedale di Bruxelles, ha confermato che l’ospedale si sta avviando verso l’ultimo livello del piano federale, tutt’ora inesistente, ovvero le fasi 3A e 3B.

Domenica 1 novembre, solo 106 dei 2.000 posti erano ancora disponibili, secondo Philippe Devos, capo dell’associazione nazionale dei sindacati medici e della terapia intesiva del Groupe santé CHC a Liegi.

Si prevedeva che il 50% dei 106 posti disponibili sarebbero stati occupati entro 10 giorni, nonostante si sia intensificato il trasferimento di pazienti in Germania.