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CULTURE

Online il registro degli schiavi in Suriname nel periodo coloniale. É un documento unico



Le oltre 17000 pagine dell’unico registro degli schiavi dell’archivio nazionale di Paramaribo possono ora essere consultate da studiosi e dal pubblico. Una collaborazione tra l’università Surinamese Aton de Kom e l’Università Radboud di Nijmegen ha reso possibile la digitalizzazione. Il governo olandese istituì il registro per impedire il commercio illegale di schiavi e da allora, offre molte informazioni sul periodo della schiavitù e sulla vita delle persone a quel tempo.

Il registro degli schiavi inizia nel 1830 e continua fino alla parziale abolizione della schiavitù in Suriname il 1 luglio 1863. Parziale perché è stato un processo graduale che richiedeva agli schiavi di lavorare nelle piantagioni ancora per 10 anni per un salario minimo, un “giusto” compenso per i propri padroni. Dopo il 1873, la maggior parte degli schiavi liberati abbandona le piantagioni dove avevano lavorato per diverse generazioni a favore della capitale Paramaribo.

Nel registro è possibile trovare il nome, il sesso, l’età o l’anno di nascita dello schiavo, il nome della madre (a partire dal 1848), il proprietario e un link alla scansione del folio. Il documento riporta, più o meno fedelmente, anche qualsiasi mutazione avvenuta: nascita, morte, iscrizione, cancellazione, vendita o affrancamento.

La data riportata fa sempre riferimento alla relativa annotazione nel registro e non a quella dell’evento stesso. Soprattutto le nascite e i decessi sono stati spesso registrati settimane o mesi dopo. Il nome di chi era ancora in vita al momento dell’abolizione della schiavitù, è stato cancellato a decorrere dal 1 luglio 1863.

Per molti discendenti di schiavi, essere in grado di visualizzare il registro online con i nomi dei loro antenati ha avuto un impatto enorme, racconta Omroep Gelderland. “Non è stato molto tempo fa”, afferma lo storico della schiavitù Coen van Galen, dell’Università Radboud: “Ho parlato con persone che hanno conosciuto nella loro vita altre persone nate in schiavitù e che ne avevano anche ricordi”.

La schiavitù, come esisteva in Suriname, era una forma di supremazia dei bianchi sui neri e quell’idea, racconta lo studioso, non si è estinta con l’abolizione formale della schiavitù.

Per visualizzare l’archivio cliccate qui






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