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Era tutto in ordine sulla Sea-Watch: documenti in regola, iscrizione presso il registro olandese, condizioni dell’imbarcazione. A scriverlo sono le autorità olandesi nel rapporto stilato dopo l’ispezione avvenuta a bordo dell’imbarcazione, ferma a Malta da oltre un mese. A scriverlo è il quotidiano dell’isola Times of Malta.

Perchè, allora, le autorità de La Valletta non lasciano ripartire il battello della ONG, battente bandiera olandese? ” Siamo ancora bloccati nel porto, anche se gli ispettori olandesi hanno confermato l’accuratezza della nostra registrazione.”, scrive Sea-Watch in un comunicato stampa.

“Da oggi, le autorità maltesi si assumeranno la responsabilità di ogni decesso avvenuto nel Mediterraneo che la nostra presenza avrebbe potuto scongiurare“, prosegue la nota.

La Sea Watch 3 è ferma ormai dal 3 luglio quando Malta ha avviato indagini sull’imbarcazione Lifeline, a causa di potenziali problemi con la registrazione anche questa nel registro olandese.

“La nave è registrata come battello non commerciale perchè questa è la registrazione migliore per inquadrare le nostre attività”, scrive ancora Sea Watch. “perchè in Olanda non ci sono regolamenti generali in vigore per le navi di ricerca e salvataggio”.

Nonostante la nave abbia pieno diritto alla bandiera, e i tecnici del ministero dei trasporti olandese abbiano dato il via libera affinchè l’imbarcazione lasci il porto di Malta, le autorità dell’isola continuano a negare il via libera contestando alcuni aspetti tecnici non ancora chiariti dall’Olanda.

Secondo Sea-Watch lo stop è un pretesto per guadagnare tempo.