Proprio mentre la pandemia è in declino, una nuova variante più contagiosa del coronavirus si sta diffondendo (la variante indiana) ora ribattezzata Delta: entro l’estate dovrebbe aver eliminato la variante britannica e diventerà, così, il ceppo dominante del Covid, dice NOS.
Il portale della tv pubblica ha parlato con Jaap van Dissel, direttore del Centro per il controllo delle malattie infettive dell’Istituto di sanità RIVM, e con l’analista Jacco Wallinga.
E’ opportuno rimuovere le misure con l’emergere della nuova variante? Secondo Jaap van Dissel: “Le persone positive alla variante delta infettano il 15% degli altri membri della famiglia all’interno di un nucleo: il cosiddetto “tasso di attacco secondario” nella variante britannica era del 9%. Sappiamo dalla ricerca inglese che non tutti nelle famiglie sono infetti se qualcuno ce l’ha. Per i contatti stretti con non membri della famiglia, quei numeri sono 7 e 5%. Che non è davvero paragonabile con il morbillo o la varicella che ha tassi del 100%. La variante delta è sicuramente più contagiosa ed è per questo che tutti ne sono preoccupati”.
Per rispondere al quesito, Van Dissel dice che l’OMT vorrebbe che la regola del metro e mezzo venisse mantenuta qui per un po’, in attesa di valutare un potenziale rischio di focolai tra i non vaccinati.
Secondo il RIVM, l’affluenza alle vaccinazioni delle persone con più di 65 anni è stata di almeno l’85% nella maggior parte dei comuni, con piccole differenze regionali.
L’ECDC, l’osservatorio europeo sulla salute, chiede vaccinazioni più rapide ma Van Dissel dice che l’Olanda va già spedita. Per Jacco Wallinga: “È molto importante garantire che le persone ricevano anche la seconda vaccinazione. Ci aspettiamo che in inverno la R di quella variante delta sarà maggiore di 1. Ciò rende chiara l’importanza di vaccinare rapidamente e di ottenere la seconda dose”.
Per Van Dissel: “Le vaccinazioni inibiscono la diffusione del virus, ma non a zero. Nell’ultimo briefing per la Kamer, ho mostrato i risultati preliminari della ricerca olandese. Una persona non vaccinata trasmette il virus a oltre il 30% dei suoi contatti familiari non vaccinati. Uno vaccinato a meno del 20%. Se anche i contatti sono vaccinati, quella cifra è del 10% o meno”.
Secondo Wallinga, UK e Olanda non sono casi comparabili: “La situazione britannica non può essere semplicemente paragonata a quella dei Paesi Bassi”. In ogni caso, dice Van Dissel: “E’ bene considerare che nel Regno Unito a febbraio 40.000 pazienti covid erano ricoverati in ospedale e più di 4.000 in terapia intensiva su ventilatore. Ora sono 1.500 e 246”.
OMT vede la vaccinazione dei giovani di 12-17 anni come un mezzo importante per arginare la variante delta: “L’impatto delle vaccinazioni dei 12-17 anni sarebbe piuttosto ampio. Negli scenari più favorevoli, senza la variante delta, il numero di riproduzioni in inverno è intorno a 1. Con la variante delta, anche negli scenari più ottimistici, sarà comunque superiore a 1. Sono quindi necessarie misure. La vaccinazione dei 12-17 anni potrebbe essere una misura del genere”.
Se tutto va secondo i piani, concludono gli scienziati, “a settembre il 68% della popolazione totale avrà la sieroimmunità.” Se vacciniamo i 12-17enni, questo salirà al 71 per cento. Non sappiamo quanto durerà questa immunità. Nelle diverse stagioni può essere sufficiente più o meno immunità. Quindi un livello di vaccinazione sufficiente a settembre per contenere l’epidemia può essere troppo basso in inverno, perché il virus si diffonde poi più facilmente”.







