Terza serata di tensioni per Schilderwijk, il quartiere di Den Haag che dalla sera  di lunedi è teatro di scontri tra giovani “allchtoonen” e polizia. Detonatore, l’omicidio di Mitch Henriquez, morto domenica mentre era in custodia degli agenti. Lunedi sera, la manifestazione di protesta davanti al commissariato di Schilderwijk, uno dei quartieri più mutietnici d’Olanda, divenuto celebre per la storia del “mini califfato”  rivelatasi poi falsa, è sfociata in episodi di guerriglia urbana, con cassonetti dati alle fiamme e scontri con giovani di origine marocchina ed antilliana; 16 di loro sono stati arrestati. La serata di ieri, è stata nuovamente funestata da contatto tra gli agenti ed i locali e ieri sera, si è ripetuta la scena:  a De Heemstraat la polizia ha allontanato nuovamente un assembramento di persone  che urlavano slogan nei pressi del commissariato. Anche questa volta, sono stati 16 gli arresti, gli scontri sono proseguiti fino alle prime ore dell’alba.

L’omicidio del 42enne arubano è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso; i rapporti tra polizia e minoranze etniche, a Den Haag, sono molto tesi. Soprattutto giovani antilliani e marocchini, denunciano di essere costantemente presi come bersaglio dalla polizia. Indagini condotte dall’università di Leiden e dall’Ombudsman, non hanno tuttavia riscontrato comportamenti discriminatori.