The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

RACISM

Omicidio Duinmeyer, la comunità antillana ricorda ancora. Ma per lo stato olandese non fu razzismo

33 anni fa, il 20 agosto 1983, il giovane veniva accoltellato a piazza Dam da uno skinhead, nell'indifferenza dei passanti



di Alessandro Pirovano

 

Kerwin Duinmeyer aveva 15 anni ed era uno dei tanti figli dell’immigrazione antillana in terra olandese. Il 20 agosto 1983 all’uscita da uno snack bar del centro di Amsterdam, venne accoltellato dal sedicenne Nico Bodemeijer. Grondante di sangue, Duinmeyer rantolò fino a Piazza Dam dove nessuno si offrì di portarlo in ospedale.

All’arrivo dell’ambulanza, però, era ormai troppo tardi: il giovane morì per le ferite riportate. A distanza di 33 anni, il suo omicidio continua a essere ricordato dalla comunità antillana e dalle organizzazioni antirazziste nei pressi di Vondelpark; per loro, rimane una ferita aperta, un omicidio a sfondo razziale mai riconosciuto come tale dalle istituzioni. Presso il parco della capitale, si trova, infatti, la statua Mama Baranka, Mamma di roccia, realizzata in sua memoria dallo scultore Nelson Carrilho.
A distanza di anni, le circostanze e il movente della morte del ragazzo antillano continuano a rimanere poco chiare e a alimentare polemiche. Secondo alcuni, si trattò indubbiamente di un omicidio a sfondo razziale, come confermato anche dalle prime dichiarazioni rilasciate dall’assassino alla polizia: “era uno sporco negro”. Secondo altri, invece, le sue instabili condizioni di salute mentale avrebbero fatto venir meno l’aggravante razziale. E  questa fu la posizione assunta dal giudice, che condannò l’assassino a un periodo di detenzione in un istituto per minori.






31mag.nl è un progetto indipendente di giornalismo partecipativo.
Raccontiamo gli esteri da locals, non da corrispondenti o inviati.

Diamo il nostro apporto all’innovazione nei media con news,
reportage e video inediti in italiano. Abbiamo un taglio preciso ma obiettivo.

RECHARGE US!