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CRIME

Omicidio dell’elettricista iraniano, Teheran non c’entra



Finora dalle indagini sull’omicidio dell’elettricista Ali Motamed ad Almere nel 2015 non emerge alcuna responsabilità dell’Iran, ha detto oggi il Pubblico Ministero in un’udienza preliminare contro Naoufal F. – l’uomo sospettato di aver ordinato l’assassinio di Motamed, dice NOS

Secondo il servizio di sicurezza olandese AIVD c’è l’Iran dietro i due omicidi nei Paesi Bassi – quello di Motamed ad Almere nel 2015 e in quello di Ahmad Nissi all’Aia nel 2017. Per il ministro Stef Blok, non sorprende che dalle indagini non sia emerso il coinvolgimento dell’Iran nei due omicidi. “La valutazione delle informazioni all’interno del sistema penale è diversa dalla valutazione da parte dei servizi di intelligence” ha aggiunto il ministro.

Ali Motamed venne ucciso il 15 dicembre 2015 mentre andava a lavoro presso la compagnia energetica Eneco. Tuttavia era Mohammad Samadi e non Ali Motamed il suo vero nome. L’uomo era sfuggiato ad una condanna a morte in Iran per un attentato dinamitardo in cui oltre 70 persone erano state uccise nel 1981. 

Secondo il pubblico ministero, l’uomo non aveva legami criminali nei Paesi Bassi e il motivo del suo omicidio rimane oscuro. Per l’avvocato di Naoufal F., il cliente non è coinvolto nella vicenda. Al contrario, il legale trova strano che il pubblico ministero non indaghi più a fondo sul passato della vittima.

Venerdì è prevista la prima udienza del processo ai due uomini sospettati di aver commesso l’omicidio, il ventottenne Anoear A. e il trentacinquenne Moreo M. Secondo il procuratore, Naoufal A. ordinò loro di uccidere Motamed. Messaggi decifrati dalla polizia dimostrano che neanche A. e M. conoscevano il motivo dell’omicidio. “Non so perché debba dormire e non voglio neppure sapere … Hahahaha”, scrisse all’epoca uno dei due uomini. 

Naoufal F. sta già scontando una pena  di 18 anni per il tentato omicidio di Peter R. a Diemen nel novembre 2015. Nonostante i 34 colpi sparati, R. riuscì a fuggire. Gli altri sospettati in questo caso sono stati condannati a 20 anni di prigione.



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