Secondo quanto riportato da AD, una ricerca del Ministero dell’Istruzione dimostrerebbe che un numerocrescente di bambini affetti da complessi psicologici o problemi fisici non riesce a trovare accoglienza nelle scuole. Le esenzioni dall’istruzione sono salite da 3,107 nell’anno scolastico 2010/11 a 5,537 nel 2015/16.

Il Ministero ha rilevato che le esenzioni più rilevanti, riguardano i ragazzi di 16 e 17 anni con autismo, disturbi d’ansia, sindrome da deficit di attenzione e iperattività, depressione o trauma.

Mark Dullaert, ex difensore civico per i diritti dei bambini e attuale capo del “Truancy Pact”, è molto preoccupato per questi esoneri. “Ce ne sono troppi e sono emessi con leggerezza”, confessa al giornale.

Le esenzioni possono essere accettate laddove si presentino bambini che non hanno possibilità di imparare per problemi gravi di epilessia o importanti disabilità. Ciò si può applicare al 60% degli studenti, ma il restante 40%, sebbene con gravi problemi, è in grado di apprendere.

Dullaert ha affermato: “questi studenti sono difficili da gestire e dispendiosi per le scuole che spesso non hanno le necessarie competenze mediche, come educatori speciali, dottori o lavoratori sociali. È per questo che molti istituti decidono di non accoglierli e i genitori si arrendono, richiedendo l’esenzione per non dover far fronte e responsabilità penali dovute alla negligenza nell’educazione”.

Cure costose o bisogni più specifici, secondo il difensore civico, non sono una buona ragione per escludere questi bambini dalle scuole.  Più di un miliardo di euro è stato stanziato per una istruzione appropriata e i comuni possono occuparsi delle spese sanitarie. E ha aggiunto: “sanità ed istruzione dovrebbero andare di pari passo”. Forse c’è una possibilità che questo accada: ad Ede lo scorso anno solo sei studenti sono stati esonerati.

Dullaert si è accordato con Amsterdam, Rotterdam, The Hague e Utrecht per ridurre il numero di tali esoneri del 10% ogni anno per i prossimi 4 anni. e sta cercando di fare gli stessi accordi con i 32 comuni medio-piccoli dell’Olanda.  Il numero non può essere portato allo zero, ma “l’esenzione non deve diventare un canale di scarico per bambini complessi”.