La scorsa settimana, scrive NOS, sono aumentati i test-Covid eseguiti in Olanda, quasi 223.000 ma tale aumento non giustifica l’impennata di casi. La percentuale risultata positiva è stata il 9,1%  di tutte le persone che si erano sottoposte al test. La scorsa settimana era stata dell’8%.

All’inizio di luglio, quella percentuale era dello 0,6 per cento; da allora questo numero è aumentato costantemente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera il 5% un limite oltre il quale la pandemia non è più considerata sotto controllo.

Anche il numero di pazienti covid negli ospedali olandesi è in aumento: al momento sono 975; 83 in più da ieri. Rispetto a una settimana fa, si tratta di un aumento dei ricoveri del 40%, se paragonato al 48% della settimana prima.

190 di quei quasi 1.000 pazienti sono in terapia intensiva, meno di 1 su 5. Al culmine della prima ondata, la percentuale di persone in IC era di gran lunga superiore. Secondo gli esperti, la conoscenza del virus ha migliorato i trattamenti.

Anche la durata della permanenza negli IC è notevolmente ridotta: lo scorso aprile, più di 1.424 pazienti erano in terapia intensiva e dozzine di persone sono state trasferite negli ospedali tedeschi, dove la capacità per questo tipo di cure è di gran lunga superiore, dice NOS.

Con le strutture sotto pressione, la capacità di tracciamento si è ridotta notevolmente: la scorsa settimana, sono state trovate meno fonti tramite la ricerca GGD rispetto alla settimana precedente. Focolai principali sarebbero case di cura, scuole e posti di lavoro.