The Netherlands, an outsider's view.

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Olanda, le aziende non investono sulla diversità durante le crisi

Quando le cose vanno male dal punto di vista finanziario, molte aziende smettono di investire nella diversità e nell’inclusione. È quello che sta succedendo ora nei Paesi Bassi. “L’abbiamo visto accadere durante la crisi economica del 2008”, ha detto Halleh Ghorashi, professore di diversità e integrazione alla Vrije Universiteit (VU) di Amsterdam, a Trouw. Ora, con la crisi causata dal coronavirus, il fenomeno sembra ripetersi, secondo l’esperto.

L’unione sindacale CNV è dello stesso parere. “Vediamo che le aziende stanno cercando di sopravvivere. Se possono tagliare qualcosa per salvarsi, lo faranno“, ha detto il presidente Piet Fortuin al quotidiano olandese. Questo, però, andrà a scapito della diversità e dell’inclusione. Secondo Fortuin, la tendenza è legata al fatto che poche società stanno assumendo al momento. Quando le compagnie assumono personale, si impegnano attivamente nella diversità, ad esempio cercando donne o persone con origini diverse. Spesso, quando si ferma l’assunzione di manodopera anche la ricerca della diversità si ferma, ha spiegato.

Secondo Terence Guiamo, presidente della rete Agora Network, “le aziende pensano di dover scegliere tra profitto e diversità, ma è proprio con una forza lavoro varia che si possono ottenere maggiori profitti”, ha detto al giornale. Ma Guiamo osserva anche un’altra tendenza, scatenata dal movimento Black Lives Matter. Secondo lui, le proteste stimolano le aziende a tornare a pensare alla diversità.