Uber, l’app che consente di viaggiare a bordo di auto guidate da tassisti senza licenza, è diventata nei Paesi Bassi una vera e propria telenovela. Il servizio, offerto attraverso un’applicazione americana, aveva mandato su tutte le furie la potente lobby olandese dei taxi che in seguito ad una battaglia durata mesi, lo scorso dicembre, avevao ttenuto la prima vittoria concreta: un tribunale dell’Aja, aveva infatti proibito il servizio di car-sharing perchè in violazione con la normativa olandese.

Secondo i giudici, infatti, UberPop offrirebbe a tutti gli effetti un servizio di taxi e nessuno, in Olanda, può svolgere questa attività senza una licenza. La minaccia al colosso californiano, qualora avesse rifiutato di sospendere le attività, era una multa di 100mila euro e  una sanzione di 40mila euro per lo chauffeur illegale. La risposta non si è fatta attendere e Uber aveva annunciato che il servizio non sarebbe stato sospeso e che la compagnia si sarebbe fatta carico delle sanzioni pecuniare.

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Due settimane fa, dopo decine di segnalazioni di tassisti improvvisati che lavoravano attraverso l’app, un giudice di Amsterdam ha ordinato una perquisizione presso gli uffici della multinazionale e aperto un’inchiesta (penale questa volta) per violazione dell’ordine imposto in precedenza e per aver svolto illegalmente un servizio taxi. Secondo il pubblico ministero che conduce l’inchiesta, la polizia avrebbe già multato 23 tassisti per aver operato  senza licenza.

Uber corre ora ai ripari: il direttore di Uber Nederland, ha fatto sapere mercoledi 29 che da ora, la società farà lavorare solo tassisti muniti di licenza e che darà agli aspiranti un contributo di 400e per il conseguimento dell’autorizzazione.

Author: Mauritsvink Source: Wikimedia Commons License: Public domain