di Simone Fant

Da tempo i grandi campioni di origine surinamese fanno la fortuna della nazionale di calcio olandese (e dei club italiani). Ma chi ha mai sentito parlare della nazionale del Suriname? Il più piccolo Paese sudamericano, l’unico Stato extra europeo dove l’olandese è lingua ufficiale, non ha mai avuto la possibilità di contare sui talenti di casa propria.

Colonia olandese dal XVI secolo, il Suriname diventa indipendente nel 1975 e dopo quasi un ventennio di tumulti, due golpe e una guerra civile,  200,000 persone – circa 1/3 della popolazione – decidono di lasciare il Paese alla volta dei Paesi Bassi. L’esodo influisce negativamente sullo sviluppo economico e ha un’influenza anche sul movimento calcistico.

Del Suriname indipendente si ricorda Andre Kamperveen, capitano e leggenda della nazionale surinamese, il primo a giocare in Brasile e Olanda da professionista. È stato un idolo di molti di quei bambini che emigravano con i genitori in cerca di fortuna. Clarence Seedorf e Edgar Davids sono figli di quell’epoca: “In generale, si sentivano più legati al Suriname rispetto ai giocatori degli anni ottanta –  spiega Aad Haverkamp, ricercatore presso lo Sports Research Group dell’Università Radboud di Nijmegen – quando l’Ajax vinse la Champions League nel 1995, nelle celebrazioni Davids, Seedorf e Bogarde hanno dimostrato il loro legame affettivo al Suriname cantando ‘Nafjoe, nafjoe, dis nafjoe Srnang’ (Suriname, questo è per te).

Ruud Gullit faceva parte invece della generazione precedente. Unico capitano ad alzare un trofeo con la maglia Oranje (Europeo 1988), è nato e cresciuto come Frank Rijkaard e Gerald Vanenburg in Olanda da genitori surinamesi. “Non credo che loro desiderassero giocare per il Suriname – precisa Aad Haverkamp. Diversi biografi di Ruud Gullit hanno sottolineato il fatto che il campione si è sempre sentito olandese e Amsterdammer anche se questo ha scatenato antipatie da parte della comunità surinamese nei Paesi Bassi”.

Clarence Seedorf ha, invece, espresso la sua vicinanza al Paese delle origini costruendo uno stadio nella capitale. “Nelle biografie di questi giocatori non c’è scritto che avrebbero preferito giocare per la nazionale del Suriname piuttosto che quella olandese; in realtà non sarebbe stata neanche un’opzione.  Sono cresciuti nei Paesi Bassi, hanno fanno parte della famosa Academy dell’Ajax, formando probabilmente una delle migliori squadre europee di sempre – dice Aad Haverkamp. Aveva più senso giocare per i Paesi Bassi perché potevano giocare per vincere“.

Strutture e allenatori di fama mondiale e possibilità di migliore tecnicamente sono alcuni dei fattori che spiegano perché tanti talenti di origine surinamese siano diventati campioni in Olanda e non in Suriname. Avremmo potuto ammirare una leggenda del calcio come Ruud Gullit se fosse cresciuto calcisticamente in Suriname?

“Abbiamo buone infrastrutture e la nostra accademia giovanile (in particolare dell’Ajax) riceve elogi da tutto il mondo. Se i giocatori potessero scegliere tra la squadra olandese e surinamese, penso che nella maggior parte dei casi sceglierebbero quella olandese – commenta Aad Haverkamp – semplicemente perché ciò offre loro la possibilità di esibirsi agli europei e campionati del mondo.

Il divieto di doppia nazionalità ha però depauperato il movimento calcistico surinamese. Ma è lo stesso Governo di Paramaribo che ha sbarrato la strada a chi è nato nella sua terra, postulando l’assurda legge in base alla quale qualsiasi cittadino che al momento dell’indipendenza (o successivamente) abbia scelto la cittadinanza olandese è interdetto dallo svolgere la sua professione in Suriname. Questo vincolo è stato rimosso recentemente ed è per questo che Nigel Hesselibank (ora senza squadra), nipote del celebre Jimmy Floyd Hasselbaink, gioca per la nazionale del Paese d’origine.

Oltre ad Hasselbaink, Attualmente per il Suriname giocano solo 2 calciatori che partecipano a campionati europei. Il 22enne Ivenzo Comvalius veste la maglia del AS Trencin nella massima serie slovacca, la Fortuna Liga. Un giovane promettente potrebbe essereGleofilo Vlijter, punta centrale del 1999. Acquistato dai ciprioti dell’Aris Limassoll, sta avendo la sua chance per farsi notare e continuare una carriera da professionista. Tutto il resto della rosa gioca per club surinamesi dove il campionato è davvero di basso livello.

Nel 2009, la FIFA ha commissionato uno studio in cui hanno trovato posto quasi 150 giocatori nella massima serie olandese, l’Eredivisie, che potevano rivendicare origini del Suriname. Ciò ha incluso Nigel de Jong, Georginio Wijnaldum e il portiere Michael Vorm. L’account twitter @NatioSuriname ha praticamente istituito un osservatorio permanente sui migliori potenziali giocatori di un’ipotetica Nazionale dei sogni che viene aggiornata su base settimanale. 

Curaçao, isola caraibica che faceva parte delle antile olandesi, diversamente dal Suriname, non ha una storia di giocatori gloriosi che hanno vinto con la propria squadra. Inzialmente la nazionale di calcio partecipava al vecchio campionato delle antille olandesi, poi nel 2010 un referendum le ha dissolte facendo sì che venissero create la Curaçao League e la Nazionale di calcio di Curaçao. Il campionato nazionale è composta da undici squadre tra le quali c’è la SUBT, la più titolata.

Se il calcio surinamese non riesce ad assere competitivo, la nazionale del Curaçao, invece, occupa il 79º posto nel ranking mondiale grazie soprattutto alla guida di Patrick Kluivert, che tra il 2015 e il 2016 ha dato ordine e compattezza alla squadra.

Un risultato storico lo ha raggiunto nell’estate del 2017 quando ha vinto la Carribean cup conquistando il primo trofeo internazionale della sua storia. E non a caso: la quasi totalità della rosa gioca o ha un trascorso nei campionati europei. Il giocatore più rappresentativo è Cuco Martina, terzino destro dell’Everton di Carlo Ancelotti. Nomi di rilievo sono Eloy Room, portiere del Columbus crew (MLS americana) e Leandro Bacuna, tuttofare del Cardiff City.

“Il movimento calcistico a Curaçao per ora sembra mostrare molti più progressi rispetto al Suriname – conferma Edoardo Battaglion, uno dei fondatori della pagina facebook Il calcio olandese risorsa in italiano sul football nei Paesi Bassi –  è stato Kluivert, con il suo carisma e personalità, a costruire una squadra importante. Dipende anche dal volere di giocatori importanti come Cuco Martina”.

Non sappiamo se un giorno il Suriname diventerà una squadra competitiva che utopicamente avrà la possibilità di sfidare l’Olanda in un mondiale. Per ora è qualcosa di più di un sogno. Sappiamo però che il cuore di campioni come Seedorf, Davids e Bogarde batte forte anche per la terra in cui sono cresciuti.