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Curaçao per il momento non deve contare su un nuovo pacchetto di sostegno, almeno finché non avrà affrontato la questione degli stipendi ministeriali, dice NOS. Questo è ciò che il segretario di Stato uscente Raymond Knops, responsabile delle relazioni nel Regno scrive in una lettera al Comitato competente della Kamer. Il Consiglio dei ministri del Regno è arrivato a quella decisione tre mesi fa, ma nel frattempo, secondo Knops, l’isola ha preso pochi provvedimenti.

Uno dei requisiti fissati dai Paesi Bassi è che i politici debbano rinunciare al 25% dei loro salari e tutti i dipendenti del settore (semi) pubblico al 12,5%. Secondo Knops, il parlamento di Curaçao non ha ancora regolamentato la legislazione in merito a questo requisito.

Ciò significa che l’isola non deve bussare alla porta per altri aiuti. “Dato che la suddetta normativa avrebbe dovuto essere approvata da tempo, il Consiglio dei ministri del Regno ha deciso che Curaçao potrà beneficiare di nuovo del sostegno di liquidità solo una volta che la sua normativa interna sarà stata approvata ed entrata in vigore”, scrive Knops.

Secondo Knops, il governo dell’ormai primo ministro uscente Rhuggenaath avrebbe fatto il “gioco delle tre carte”: aumentato gli stipendi dei ministri e poi tagliandoli.  

Il gabinetto e Curaçao sono da tempo in trattative per un maggiore sostegno finanziario. La discussione verte principalmente sulle condizioni poste dai Paesi Bassi: il governo vuole aiutare l’isola, ma ritiene che anche Curaçao dovrebbe adottare misure per rafforzare l’economia, dice NOS.

In cambio di rigide riforme, Curaçao ha ricevuto una parte di liquidità e ora, con il recente deteriorarsi della crisi Covid, potrebbe aver bisogno di altri soldi. Knops ha affermato in precedenza che l’isola ha compiuto “passi significativi”, ma che non ha ancora soddisfatto tutte le condizioni.