Il coronavirus sta portando a una carenza disastrosa di operatori sanitari, non solo nelle case di riposo ma anche negli operatori “porta a porta”. Queste sono le dichiarazioni di Henk Kamp, presidente dell’associazione ActiZ per le organizzazioni sanitarie. Alcuni centri sono a corto della metà dei loro impiegati, che sono a casa con sintomi del coronavirus, ha detto ha ANP.

“Stiamo affondando, in alcune regioni non é possibile organizzare i turni nelle case di riposo” ha detto Kamp, “Si sta dando tanta attenzione agli ospedali, ma ci sono 2 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza sanitaria nella propria abitazione o in case di riposo”.

Kamp ha aggiunto che il lavoro degli operatori sanitari non può fermarsi, nelle case di riposo non si può effettuare lo stesso ridimensionamento delle cure che avviene in ospedale.

L’assenza dei colleghi con sintomi Covid-19 e l’extra attenzione che bisogna avere in questo periodo, sta mettendo a dura prova gli operatori sanitari. Kamp ha detto che gli operatori si ritrovano davanti a scelte difficili, bisogna capire cosa può e non può più essere fatto, portando al rallentamento dell’assistenza sanitaria.

Kamp rivolge poi un pensiero ai clienti e ai loro familiari, che in questi tempi difficili, riescono ad essere comprensivi.

Al momento, anche gli ospedali olandesi si trovano in una situazione molto difficile. Con l’aumento dei ricoveri e dei contagi di coronavirus, si sono trovati a ridurre alcune terapie dell’80%.

Nel frattempo, i contagi crescono ancora: con 8184 nuovi positivi al Covid, anche domenica 18 Ottobre è stato registrato un aumento. Ieri RIVM aveva segnalato 8139 nuovi contagi. Nell’ultima settimana, sono stati 7.661 i test positivi rispetto a ieri. La maggior parte dei contagi sono stati riscontrati ad Amsterdam, con 717 tamponi positivi; mentre a Rotterdam e L’Aia, rispettivamente 616 e 344.