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Olanda, 378 mila bambini in estrema povertà. Difensore civico: sovvenzioni non bastano

I bambini avrebbero bisogno di un cambiamento radicale nel clima familiare. Ma secondo il sottosegretario, non esiste un progetto chiaro da seguire



Secondo il difensore civico dei bambini Margrite Kalverboer, le attuali politiche di lotta alla povertà nei Paesi Bassi non basterebbero a soddisfare i bisogni degli oltre 378 mila bambini che vivono in condizioni di forte deprivazione. Secondo un report pubblicato da Het Parool, quello che bisognerebbe di garantire ai bambini è in particolare una situazione familiare stabile.

Le politiche attuali mirano principalmente a soddisfare i bisogni primari delle famiglie più povere, ma secondo Kalverboer ai bambini non servirebbero soltanto più risorse. “Spesso i bambini non ricevono abbastanza attenzioni in famiglia, e pagano le conseguenze dello stress dei loro genitori, che sono assorbiti dalla vita frenetica di tutti i giorni e non riescono a dedicarsi ad un progetto a lungo termine”. Certo è un dato positivo il fatto che i figli di famiglie povere ricevano computer o biciclette, ma “se non si fa qualcosa per il clima irrequieto che respirano nell’ambiente domestico, il potenziale di tutti gli strumenti che ricevono non potrà mai essere sfruttato appieno.”

L’esperienza di isolamento e i problemi scolastici di questi bambini dunque non sarebbero legati solo alla deprivazione materiale, ma anche e soprattutto al disagio di fondo che caratterizza la loro vita familiare. Così i bambini spesso non riescono a concentrarsi, si vergognano se non sono in grado di portare regali ai compagni il giorno del loro compleanno, o se non possono andare in gita come tutti gli altri.

Secondo Kalverboer un altro problema, forse più semplice da risolvere, è il fatto che i vari servizi offerti da dalle municipalità non siano ben coordinati tra loro, così che spesso le famiglie si trovano ad avere a che fare con un numero spropositato di figure di supporto. Il consiglio ai comuni è quindi di assegnare un solo aiutante a ciascuna famiglia.

Tamara van Ark, la viceministra agli affari sociali, ha definito la povertà infantile un problema “straziante” e di assoluta priorità. “Garantire ad un bambino un buon inizio è fondamentale per garantire la sua partecipazione come cittadino negli anni successivi” ha detto a Het Parool. “Il report di Kalverboer mostra bene quanto sia complesso il tema della povertà, ma purtroppo non esiste ancora un chiaro progetto da seguire per combatterla.” Van Ark ha promesso che studierà nel dettaglio le proposte avanzate da Kalverboer, insieme ad altri contributi di ricerca come quelli del Social and Economic Council, e che non potrà discutere di misure con cognizione di causa prima dell’anno prossimo.






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