Per tre deputati oggi è un giorno particolarmente delicato: Martin Bosma (PVV), Thom van Campen (VVD) e Tom van der Lee (GroenLinks-PvdA) cercano di essere eletti come nuovo presidente della Tweede Kamer, dice NOS.
Questo pomeriggio potranno ciascuno tenere una «pitch» nell’aula plenaria per sostenere la propria candidatura. Successivamente toccherà ai deputati, con voto segreto, decidere chi occuperà per il prossimo periodo la poltrona blu del presidente.
Bosma è l’attuale presidente; Van Campen, con i suoi 35 anni, sarebbe il più giovane mai eletto a ricoprire tale carica; Van der Lee si è già candidato due anni fa, venendo sconfitto da Bosma.
Qualche retroscena
Da quando i deputati si candidano pubblicamente e la più grande formazione non elegge più quasi automaticamente il presidente, il processo elettorale è avvolto da una certa opacità. I partiti talvolta decidono di sostenere un candidato per motivi di opportunità politica, ad esempio per compiacere un partito coinvolto nel processo di formazione del governo che spesso si svolge in contemporanea.
Quasi tutti a L’Aia apprezzano il modo in cui il rappresentante della PVV, Bosma, presiede le sedute: è diretto e ironico. Ogni martedì apre la seduta con una poesia e il personale della Camera quasi mai è costretto a lavorare oltre le 23:00.
Tuttavia esiste una concreta possibilità che oggi torni a essere un semplice deputato. Parte dell’assemblea continua a nutrire riserve per alcune dichiarazioni precedenti del membro della PVV, ad esempio sulle vicende legate alla schiavitù. Per questo motivo Bosma non è stato invitato alla commemorazione della fine della schiavitù (Keti Koti).
Più turni di votazione
Le votazioni sono anonime, con schede su cui è riportato soltanto il nome della persona scelta. Di solito servono più turni per raggiungere la maggioranza per un singolo candidato.
Il Regolamento della Tweede Kamer prevede che nei primi due turni i deputati possano indicare qualsiasi nome sulla scheda, compreso quello di persone che non sono candidati ufficiali. Se dopo questo non si raggiunge la maggioranza assoluta, in ciascun turno viene eliminato qualcuno fino a quando rimangono due contendenti.
Gli addetti ai lavori ritengono probabile che Bosma arrivi all’ultimo turno, ma resta da vedere chi sarà il suo avversario. I partiti di sinistra preferirebbero Tom van der Lee, ma alcuni deputati temono che, come due anni fa, anche questa volta potrebbe avere la peggio contro Bosma.
Poiché si pensa che Thom van Campen possa avere maggiori probabilità di battere Bosma, alcuni parlamentari di sinistra stanno valutando l’ipotesi di votare strategicamente per il candidato VVD, soltanto per evitare la vittoria di Bosma.
Disciplina di gruppo?
Possono dunque entrare in gioco vari interessi che influenzano il comportamento di voto dei deputati. Non è del tutto chiaro se le formazioni manterranno la disciplina di gruppo o se i singoli deputati saranno liberi di scegliere il proprio candidato.
Dato che la votazione è segreta, possono sempre emergere sorprese dalle urne. Perciò la situazione resta ancora incerta per Bosma, Van Campen e Van der Lee.







