The Netherlands, an outsider's view.

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FESTIVAL

Oerol Festival: natura, arte e società protagoniste nell’isola di Terschelling



Ogni giugno, l’isola di Terschelling nel mare di Wadden si trasforma per dieci giorni in un palcoscenico naturale dedicato al teatro, alla danza e alle esibizioni musicali. Anche quest’anno, a partire dal 14 giugno, l’ Oerol Festival è pronto ad accogliere centinaia di artisti e visitatori, offrendosi come la giusta opportunità per sperimentare, creare e presentare nuove opere.

Nato dal fascino e dalla passione del fondatore Joop Mulder, l’evento è divenuto uno dei più importanti festival teatrali in Europa. La prima edizione risale al 1982 e da allora l’idea iniziale ha conosciuto notevoli sviluppi.

Si tratta di una combinazione di arte, scienza e natura, che cerca di esplorare nuove prospettive sulla società e la cultura. Dieci giornate di energia pura, in cui l’uomo e la natura si ricongiungono in luoghi specifici. Infatti, i boschi, le spiagge, le dighe, i capannoni o semplicemente le strade di Terschelling diventano un palcoscenico privilegiato di installazioni interattive e acrobazie.

Con 130.000 biglietti venduti ogni anno l’Oerol rappresenta un laboratorio di ricerca per le arti del paesaggio, che si propone di colmare il divario tra artisti emergenti, scienziati rinomati, ambientalisti e un vasto pubblico.

Il Festival va visto come un vero e proprio imprenditore culturale, che investe sulle nuove proposte e su progetti sempre più ambiziosi, avvalendosi soprattutto del sostegno economico di enti non governativi.

Momento fertile per le idee, laboratorio di vita in cui divertimento e business si intrecciano l’uno con l’altro. Ma soprattutto occasione sociale, in cui germoglia una nuova società fatta di fieldworkers, artistici e spettatori.

Il 2019 non smentisce tutto questo, con una proposta artistica sempre più particolare. Per fare qualche nome, si può pensare a 45ACIDBABIES, Ananazz, Alexander Vantournhout, Babette Rijkhoff / Eva Koopmans. Nel primo caso, si tratta di un gruppo giovane e selvaggio, sempre alla ricerca di un giusto equilibrio tra dolcezza e dannazione. L’esibizione di Alexander Vantournhout, Screws, invece, si propone come incrocio tra il circo contemporaneo e la danza moderna. Una performance che indaga il rapporto tra corpo e oggetti da prospettive sempre nuove, coinvolgendo il pubblico in un viaggio poetico tanto quanto paradossale.

E cosa dire di Ananazz? La band del Friesland unisce artisti molto giovani, tra i 14 e 18 anni, nel gusto per il franco-funk e il balcanico combinato all’improvvisazione.

Ancora diversa è l’istallazione audio di Babette Rijkhoff e Eva Koopmans. Un percorso sperimentale, che trasporta lo spettatore nel mondo dei sogni notturni degli abitanti dell’isola. Sogni che predicono il futuro. Sogni dove è possibile parlare con quelli che non sono più qui. Sogni che seminano confusione e ci fanno arrabbiare, tristi – ma anche allegri.

Questi sono solo alcuni dei protagonisti del Festival. Per scoprire tutte le sue sorprese non resta che prendervi parte, lasciandosi sorprendere dall’arte e da tutte le sue espressioni.