Mulini a vento, zoccoli di legno, tulipani. È questo quello che si immagina uno straniero quando pensa ai Paesi Bassi. Tuttavia, questi soggetti non compaiono solo sulle cartoline turistiche. Essi sono infatti comuni anche nei dipinti dei paesaggi olandesi, cosa che ha affascinato il fotografo Reinjan Mulder.

Come spiega la fotografa olandese Cleo Wächter, Mulder era interessato ai molti clichè dei dipinti olandesi. Così, all’inizio degli anni Settanta ha viaggiato per il paese, mappando e fotografando 52 luoghi per mostrare come apparisse realmente il paesaggio olandese.

Tuttavia, il suo progetto Obiettivo Paesi Bassi (Objectief Nederland) ha ricevuto poca attenzione. Questo fino a quando il Rijksmuseum di Amsterdam non vi si è imbattuto decenni dopo e ha deciso di esporre le sue opere nel 2016.

In particolare è stato Berno Strootman, consigliere capo del governo olandese per l’ambiente rurale, a incaricare Cleo Wachter di “aggiornare” il progetto di Mulder. Con l’obiettivo di seguire le orme del fotografo per mostrare ciò che era cambiato nel paesaggio in 43 anni.

Così, per prima cosa Wachter ha parlato con Mulder e consultato le sue mappe. Dopodichè ha visitato 2\3 posti al giorno, cercando di andarci il più possibile. Tuttavia, nonostante Mulder usasse una bussola e Wachter avesse il vantaggio di Google Maps, il giovane fotografo ha passato molte ore per replicare le foto del suo predecessore con accuratezza.

“Dove magari passava dieci secondi a fare le foto, io ci passavo spesso più di un’ora per fare in modo che fosse esattamente nello stesso punto e fatta bene. E, naturalmente, mi portavo dietro la vecchia e la nuova mappa, la bussola, e le sue vecchie foto. È stata una vera sfida”.

Il giovane ha però notato che alcuni luoghi non erano gli stessi di 40 anni fa. In un posto a Velp, ad esempio:

 “Adesso ci vivono da 12 anni. Tuttavia, la mappa diceva che dovevo scattare lì e l’ho fatto. Quello che mi piace di quel luogo è che, se guardi l’interno, puoi vedere che dove una volta c’era una lampada c’è ancora una lampada, ma diversa. E dove prima c’era un grande piatto sulla parete, ora c’è un grande calendario. Questo dice molto sul modo in cui la stanza invita le persone a decorarla.”

Infatti, il progetto ha insegnato molto al fotografo:

“Ho imparato a pensare oltre le città e ad avere una visione più democratica di questo paese. Mi sembra che il peso dei Paesi Bassi sia spesso concentrato sulle città, ma dimentichiamo che una grossa percentuale dei Paesi Bassi è costituita da terreni agricoli e campi di patate, e un sacco di acqua e fango. Spero che la natura dei Paesi Bassi verrà protetta”.