L’obiettivo da parte del gabinetto di riduzione delle emissioni di azoto non è abbastanza ambizioso e si rischia di ripetere gli stessi errori del passato, ricorda il rapporto del Nitrogen Problems Advisory Board.

Guidato dal politico di lunga data del VVD, Johan Remkes, l’attuale sindaco ad interim dell’Aia, il rapporto insiste affinché il governo riduca le emissioni di azoto del 50% entro il 2030, quasi il doppio dell’attuale obiettivo del 26%.

Remkes ha espresso forti critiche sull’attuale politica dell’azoto da parte del governo: il Programma di Approccio all’Azoto (PAS), entrato in vigore nel 2015 per ridurre le emissioni di azoto e proteggere le aree naturali. Una riduzione del 50% “non è solo un requisito per raggiungere gli obiettivi di tutela dell’ambiente, ma è anche necessario per migliorare le possibilità di concedere autorizzazioni per le attività economiche“, ha sostenuto Remkes in una lettera al ministro dell’Agricoltura Carola Schouten.

“È una sfida sociale provocatoria per ripristinare in modo sostenibile l’equilibrio tra natura e sviluppo economico”, ha aggiunto.

Oltre a cambiare la politica generale, Remkes ha anche consigliato che il gabinetto persegua politiche specifiche per regione, che vedrebbero diverse parti dei Paesi Bassi soggette a requisiti diversi. Secondo Remkes, la logica è che “non tutto è possibile ovunque”.

Allo stesso tempo, Remkes ha anche esortato il governo a creare un fondo di 5 miliardi di euro per l’acquisto di aziende che inevitabilmente saranno più duramente colpite dagli obblighi più severi in materia di emissioni di azoto, in particolare le aziende del settore agricolo.

Tale fondo dovrebbe essere efficace fino al 2040 e dovrebbe essere utilizzato anche per ripristinare le riserve naturali nei Paesi Bassi.
“Lo sforzo maggiore deve venire dall’agricoltura, responsabile di oltre il 40% delle emissioni di azoto sotto forma di ammoniaca”, ha contestato Remkes. Il governo dovrebbe attuare regole più chiare per questo settore.

Lo schema propone che il governo olandese designi un numero maggiore di riserve naturali come parte di Natura 2000, il mosaico di aree protette dell’UE.