Il Ministro della giustizia Ferdinand Grapperhaus ha presentato oggi una proposta di legge per punire come stupro tutte le forme di “sesso non consensuale”. Nel testo si considera stupro qualsiasi rapporto sessuale in cui una delle parti non ha espresso consenso. I due istituti Rutgers e Atria hanno lanciato una campagna per dare attenzione al tema tra i giovani.

Grapperhaus ha spiegato il motivo della proposta: la soglia legale per definire lo stupro è ancora troppo alta. Specialmente in situazioni in cui la vittima, paralizzata dalla paura, non riesce a resistere ma vorrebbe dire di no. Finora la legge non offre una reale tutela alle vittime di questo tipo di situazioni.

“Le conseguenze delle molestie sessuali sono devastanti e durano per tutta la vita” ha detto il Ministro. “Un rapporto sessuale dovrebbe sempre essere volontario ed dovrebbe esserci uguale consenso da entrambe le parti. Se non si considera adeguatamente la volontà dell’altro, si tratta di stupro.”

La proposta di legge segue una versione della stessa già presentata a maggio, sempre da Grapperhaus. La vecchia proposta rendeva reato il sesso senza consenso esplicito. L’ ulteriore modifica serve a precisare alcuni aspetti.

In questo nuovo modello di legge un capitolo intero è dedicato allo stupro e specifica le sue varianti. Si passa da “negligente” a “intenzionale“. La prima denominazione descrive quel caso in cui qualcuno fa del sesso con una persona, sapendo che questa potrebbe non essere del tutto consenziente.

Oltre ad abbassare la soglia per cui un atto è considerato stupro, la legge separa le accuse di stupro in varianti più o meno gravi, applicando alla soglia più alta la pena massima.

Per Grapperhaus è una legge necessaria e ben equilibrata. Da una parte, offre delle varianti per esprimere la gravità della colpa. Dall’altra, rende giustizia alla vittima in qualunque caso. Tempo fa Amnesty aveva sottolineato proprio come la legge olandese non tutelasse abbastanza le vittime di stupro.

Il victim blaming, infatti, è ancora diffuso e troppo poco discusso. Spesso si tende a colpevolizzare la vittima per non aver saputo rifiutare in modo deciso.

Per sensibilizzare sul tema, i due istituti Rutgers e Atria hanno lanciato una campagna con il motto “Di’ qualcosa!” (Zeg er wat van!) diretta ai giovani dai 17 ai 23 anni.

Chiedere alla vittima cosa indossava e perchè non ha detto di no è una violenza ulteriore” ha spiegato Rutgers. “Dare la colpa alla vittima perpetua la cultura dello stupro.”