Dopo gli scandali per frode fiscale portati alla luce dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sui Panama Papers nel 2016, una delle sue raccomandazioni è in fase di attuazione, dice RTBF. È stato raggiunto in questo senso un accordo politico tra i componenti della coalizione federale. Il recepimento legale della raccomandazione si presenta come una dichiarazione di guerra ai principali truffatori e intermediari senza i quali non potrebbero aggirare gli ordinamenti giuridici degli Stati.

Questo cambiamento avrà notevoli conseguenze per gli operatori dei mercati finanziari perché fino ad ora sono punibili solo i “meccanismi aggressivi” utilizzati, un termine modesto per descrivere schemi con lo scopo di commettere frodi, con il risultato che poche di queste operazioni giungono all’attenzione delle autorità penali e amministrative (autorità fiscali) incaricate di perseguirli.

Un’impunità de facto che incoraggia i più audaci ad assumersi un rischio minimo in relazione ai benefici attesi, dice RTBF. Il quadro giuridico, ora, fa più attenzione anche ad altri elementi: non basta più l’obiettivo di frodare il fisco, anche solo un’architettura fiscale che potrebbe avere questo obiettivo, diventa illegale.

Per il deputato Ahmed Laaouej che ha presieduto la commissione “Panama Papers”, la volontà è chiaramente quella di imporre agli operatori una trasmissione obbligatoria delle informazioni: “che scoraggerà molto chiaramente il settore bancario, il settore finanziario in generale, dal prestare la sua assistenza”. Lo Stato avrà l’obbligo di garantire che il settore giudiziario possa seguire il volume di attività che la nuova legge prescrive.

In Belgio, come in Francia, non esiste una Procura nazionale che si occupa di crimini finanziari  ma semplici sezioni all’interno della procura le cui risorse investigative sono notoriamente insufficienti data la portata del compito, spiega RTBF.