Le compagnie che assumono il personale in base alla razza, sesso o religione ora rischiano di ricevere una multa fino a 4.500 € e di essere nominate pubblicamente, se il parlamento approva una nuova legislazione proposta del Ministero degli Affari Sociali. La legge è volta a contrastare la disuguaglianza nel mercato del lavoro e arriva dopo diversi sondaggi che hanno dimostrato che la discriminazione è ancora un grave problema.

“Le pari opportunità e la parità di trattamento dei lavoratori non sono ancora garantite nel 2020”, ha affermato la ministra Tamara van Ark. “Affrontare la discriminazione sul mercato del lavoro rimane cruciale, in particolare ora che la crisi del coronavirus spingerà molte persone a cercare un nuovo lavoro”.

La legislazione imporrà alle aziende di elaborare politiche per garantire pari opportunità. Le aziende che non riescono a farlo o che non fanno abbastanza per combattere la discriminazione dovranno pagare una multa che parte da 450 €, per un’azienda composta da 5 persone, e arriva fino a 4.500 € per grandi aziende.

Le aziende che non riescono a migliorare la diversità rischiano anche di essere nominate e incolpate pubblicamente, ha detto il ministro.

Un recente sondaggio di circa 2.000 professionisti delle risorse umane per la consulenza Berenschot ha rilevato che solo il 20% delle aziende ha una strategia attiva sulla diversità e il 60% non si concentra affatto ad affrontare la situazione.

Nel 2018, i ricercatori dello show televisivo Radar, che tratta argomenti di attualità, hanno scoperto che molte aziende di lavoro interinale sono disposte a discriminare, se richiesto, le persone che provengono da una minoranza etnica. Quasi la metà dei 78 uffici di collocamento temporaneo, contattati da giornalisti per lavori ad un call center fittizio, non erano disposti a inviare candidati con un background turco, marocchino o surinamese.

L’anno scorso anche gli ispettori del Ministero degli Affari Sociali hanno raggiunto conclusioni simili, dopo aver collocato 707 Curriculum falsi online. Mentre non è stata notata alcuna discriminazione nelle offerte di lavoro in base al sesso o all’età, è stata registrata una differenza “significativa” tra le minoranze e le persone native olandesi, ha spiegato il ministero all’epoca.