Le ferrovie olandesi sono celebri per l’intransigenza dei controllori nei confronti di chi non avesse effettuato il “check-in” per salire a bordo. Bene, penseranno in molti, regole ferree ma giuste per tutti. Letteralmente, per tutti. Ne sa qualcosa un’anziana signora di 80 anni, in viaggio lo scorso 15 agosto da Eindhoven verso Harderwijk, che al momento del controllo della su OV card, ha scoperto di non aver registrato l’accesso.

Tolleranza e un minimo di comprensione per una signora di una certà eta? Assolutamente no, le regole sono regole, avrebbe detto il controllore. Sentito dalla compagnia in merito avrebbe sostenuto, tra l’altro, di aver risparmiato all’anziana una sanzione pecuniaria. La vicenda è diventata di pubblico dominio dopo un Tweet del figlio della donna che ha protestato con NS, chiedendo lumi sull’accaduti. Per quale motivo, ha chiesto l’uomo alle ferrovie olandesi, la madre è costretta a scendere presso un’oscura stazione di provincia.

“Se proprio non si poteva fare altrimenti, potevano almeno aspettare fino ad Amersfoort, dove avrebbe potuto effettuare il check in e ripararsi in attesa del prossimo treno.” Il controllore intransigente, invece, non ha voluto sentire ragioni e ha costretto la vecchina a scendere alla prima stazione, che il caso ha voluto, fosse priva di qualunque servizio o di pensiline per la protezione dal maltempo.

Quando la storia ha iniziato a correre sulla rete, una pioggia di messaggi critici ha investito l’account della compagnia, oscillando tra i  “vergogna” di molti, fino ad un utente che si è offerto, la prossima volta, di accompagnare la signora in auto. Eppure il primo commento di NS è stato di pieno sostegno dell’operato del controllore, che avrebbe -secondo la compagnia- fatto solo rispettare il regolamento. Ci sono voluti due giorni, ed un’altro tsunami di critiche, affinchè le ferrovie si facessero guidare dal buon senso inviando una lettera di scuse e un mazzo di fiori alla signora.