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NRC: due spie russe in carcere a Den Haag. Pianificavano cyber-attack a laboratorio OPCW in Svizzera

Dell'arresto si è saputo solo oggi ma il premier Mark Rutte di voler espellere due dipendenti dell'ambasciata russa in Olanda, considerati spie

I servizi segreti europei, tra i quali l’MIVD olandese, hanno arrestato due spie russe a L’Aia, all’inizio di quest’anno,  con l’accusa di aver pianificato un cyber-attack ad un laboratorio svizzero, scrivono NRC e il giornale elvetico Tages- Gazette.

I due uomini si stavano preparando a recarsi al laboratorio Spiez, in Svizzera, che stava analizzando i dati dell’attacco al gas nervino avvenuto in Siria e quelli relativi al caso dell’agente russo Sergei Skripal e di sua figlia, avvelenati a Salisbury, nel Regno Unito, con una sostanza detta Novičok.

Fonti dell’intelligence, avrebbero detto ad NRC che i due avevano attrezzature tecniche sufficienti per consentire un attacco informatico nel laboratorio. Non si tratterebbe, tuttavia, di Alexander Petrov e Ruslan Boshirov identificati dal governo britannico come agenti di Mosca e autori dell’attacco agli Skripal.

Dell’arresto si è saputo solo oggi ma il premier Mark Rutte, aveva dichiarato lo scorso 26 marzo di voler espellere due dipendenti dell’ambasciata russa in Olanda, che in base alle informazioni in possesso del governo, erano uomini dell’intelligence.

Il Laboratorio Spiez è stato designato dall’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) con sede a Den Haag, come laboratorio di analisi, aveva già subito un tentativo di hackeraggio.

 


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