S.J. de Waard, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Il coordinatore nazionale per l’antiterrorismo e la sicurezza (NCTV) interferisce con il pubblico ministero quando si tratta di singoli casi penali, mentre questo non è compito dell’NCTV: a scriverlo è il quotidiano NRC basandosi su proprie ricerche.  

L’NCTV ha sollecitato, tra le altre cose, il perseguimento penale dell’ex direttore Söner Atasoy del controverso Liceo islamico di Haga, scrive NRC e nonostante il pubblico ministero avesse ritenuto di non dover perseguire, l’NCTV ha continuato a esercitare pressioni sull’OM perché procedesse.

L’NCTV fa ufficialmente parte del Ministero della Giustizia e della Sicurezza ed è quindi incastonato in un ufficio a guida politica, che in base al principio di separazione dei poteri, non può interferire con l’attività del pubblico ministero.

Fonti del servizio investigativo e il professore di diritto costituzionale Paul Bovend’Eert hanno espresso al quotidiano il sospetto che l’NCTV si stia comportando come la “longa manus di Grapperhaus”. Tramite l’NCTV, esercita pressioni indirette sul pubblico ministero. Bovend’Eert: “Questo non è trasparente, è un’operazione subdola. Apre la porta a interferenze politiche”.

NRC cita altri esempi in cui l’NCTV, che afferma di operare in modo indipendente, implementerebbe principalmente i desideri politici del ministero. Ad esempio, dice il quotidiano, gli 007 -che pubblicano tre volte l’anno un “risk assessment” sulle minacce incombenti nei Paesi Bassi ma la politica, stando ad NRC, mette spesso la bocca nelle priorità decise (anche se non potrebbe): ad esempio, nel 2016 sarebbe stata rimossa una frase critica sulla Turchia, per non mettere a repentaglio l’accordo sui rifugiati con Erdogan.

L’NCTV è stata recentemente criticata a causa del metodo di lavoro: NRC ha rivelato che l’intelligence segue i cittadini tramite account falsi sui social media e raccoglie informazioni sensibili. In teoria, non sarebbe tra le sue competenze.