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NRC: comuni NL fanno spiare le moschee da investigatori privati

Negli ultimi anni, almeno dieci comuni hanno ingaggiato un’agenzia di investigazioni privata per indagare sulle organizzazioni religiose e NRC, che ha scoperto la vicenda, scrive che spesso sono stati utilizzati metodi sotto copertura non consentiti. Le organizzazioni islamiche si dicono scioccate dai risultati dell’inchiesta giornalistica.

Si tratta della società NTA che sta svolgendo per conto dei Comuni una ricerca sulle “tendenze radicali che possono rappresentare un pericolo per la società”. Secondo l’azienda, i ricercatori non entrano in spazi confinati senza permesso e il lavoro di NTA è monitorato da esperti indipendenti. “L’affermazione centrale secondo cui la NTA conduce indagini segrete nelle moschee non è corretta”.

NRC afferma, tuttavia, che i ricercatori entrano effettivamente nelle moschee, dove parlano con visitatori, amministratori e leader religiosi: a riguardo vengono poi redatte relazioni investigative, che non vengono rese pubbliche né condivise con i consigli comunali o gli enti indagati. NTA fornisce anche idee sulla politica in risposta ai risultati.

Il giornale ha, tra l’altro, visionato il rapporto di ricerca su una moschea a Veenendaal, che descrive dinamiche interne ai gruppi e informazioni sensibili su famiglie e membri del gruppo religioso. NTA riferisce di una moschea a Ede che è strettamente monitorata dalle autorità marocchine.

L’indagine segreta doveva aiutare, secondo il comune di Rotterdam a capire meglio, perché un’indagine pubblica avrebbe portato a risposte socialmente desiderabili, dice NOS citando NRC.

Secondo il quotidiano, negli ultimi anni all’interno dell’intelligence NCTV ci sono state critiche al lavoro di NTA, anche perché si dice che la società operi nel campo dei servizi segreti. Due professori definiscono illegale il metodo utilizzato..
Le organizzazioni islamiche sono indignate, affermando che la fiducia tra la comunità e il governo viene così incrinata: l’organizzazione ombrello di Rotterdam SPIOR parla all’agenzia di stampa ANP di “attività di spionaggio” e “islamofobia di stato”.   

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